Il Tirreno

l’accusa è “inidonea detenzione” 

Sequestrato un capannone con 40 cani

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fivizzano. Un capannone pieno di 40 pastori del Caucaso, bellissimi esemplari di cani di grossa taglia molto richiesti sul mercato, è finito sotto sequestro preventivo dopo di un sopralluogo dei carabinieri della forestale di Fivizzano e delle Guardie zoofile, avvenuto lo scorso luglio. Una denuncia è partita nei confronti del proprietario dei cani, accusato di “inidonea detenzione” ma, al momento, non di maltrattamento di animali che, durante il sopralluogo non sono stati trovati denutriti.

I fatti ci vengono raccontati dall’avvocato Monia Giatti, anche responsabile provinciale del Movimento animalista di Massa Carrara. «Siamo ancora in fase di indagini preliminari- specifica l’avvocato- e quindi molti aspetti della vicenda sono coperti da segreto istruttorio. I pastori del Caucaso, però, sono rimasti dentro il capannone: ricevono cibo saltuariamente e sono in condizioni igienico sanitarie pessime. Il capannone è sotto sequestro ma i cani non sono stati spostati».

Le segnalazioni a Carabinieri e Guardie zoofile sono partite dalla proprietaria del capannone (che si trova a Pian di Molino a Fivizzano), che risulta estranea alla vicenda. La donna infatti non aveva più ricevuto l’affitto da molti mesi e inoltre il latrato di 40 cani rinchiusi e in cattività si sentiva fino alla sua proprietà, non distante dal capannone.

L’uomo proprietario dei cani ha ricevuto già lo sfratto esecutivo, ma nessuno è al momento in grado di liberare il capannone da 40 pastori del Caucaso che risultano “aggressivi, non abituati all’uomo e impossibili da avvicinare se non sedati” spiega sempre l’avvocato Giatti. «La proprietaria del capannone- continua l’avvocato- sta attendendo che la Asl, a cui il Giudice della procedura di sfratto ha dato incarico di provvedere, proceda alla sedazione degli animali, per poterli trasferire in un luogo più idoneo e liberare allo stesso tempo il capannone sotto sequestro. Ma al momento la Asl non ha ancora agito».

Le Guardie zoofile, dopo i sopralluoghi al capannone, lasciato spesso incustodito perché il proprietario del cani vive fuori provincia, avevano scoperto un giro di affari molto redditizio attorno ai pastori del Caucaso, che l’uomo, secondo loro, farebbe accoppiare in cattività, per venderne poi i cuccioli sul portale Subito.it. —

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