L’ex sindaco Malaspina sulla centrale a biomasse «Verificate i fumi emessi»
MULAZZO. Nuova stoccata all’amministrazione comunale da parte di Roberto Malaspina, ex primo cittadino mulazzese ed ex consigliere di minoranza. Il pomo della discordia ancora una volta è la discussa centrale a biomasse che sorge a pochi passi dal Municipio e ormai posta sotto la lente d’ingrandimento da parte delle opposizioni, consiliari ed extraconsiliari mulazzesi.
«Ancora una volta il centro urbano di Arpiola è stato invaso da fumi di sospetta qualità. Fuoriescono dal discusso impianto a Biomasse che ormai da diversi anni sta peggiorando la qualità dell'aria nella frazione più popolosa del Comune, ospitante il Palazzo comunale. - afferma in nota Malaspina - Più di una volta è stata contestata la scelta di realizzare un vero e proprio impianto industriale a brevissima distanza da case e scuole. Ma l'Amministrazione in modo antidemocratico ha voluto procedere a testa bassa, senza mai convocare una Pubblica Assemblea e informare la popolazione. Questi ora sono i disagi e i rischi che la popolazione corre in un Comune che sotto la mia guida era stato all'avanguardia nella sensibilità ambientale respingendo inceneritori, discariche, stoccaggi di scorie di piombo sul fiume, fabbriche inquinanti. Visto che la Maggioranza è insensibile alla preoccupazione dei cittadini (i quali si rivolgono ancora al sottoscritto), confidiamo che sia la Minoranza a mettere in campo un'azione energica fatta di segnalazioni alle Autorità competenti e di richieste rigorose di controlli. La salute dei cittadini è superiore a ogni tipo di vantaggio economico e di profitto».
L’ex esponente del Carroccio annuncia azioni nel breve periodo: «Invierò una lettera aperta ai consiglieri di minoranza dove chiederò loro di procedere incalzando con più grinta la maggioranza su questo problema facendo alcune cose semplici e di buon senso: verificare se i fumi sono tossici dall'autorità competente; interessare l'Arpat e l’Asl con una segnalazione/denuncia; chiedere l'istituzione di un Comitato popolare con delega di controllo dell'impianto ed infine la convocazione di un’assemblea pubblica». —
Cristiano Borghini
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