La protesta
Infiltrazioni della camorra nella vigilanza privata coinvolti i Pretoriani
Divieto di ritorno in Campania per l’amministratore Alessandro Barbieri che si difende: io la criminalità la combatto
CARRARA. Arriva fino a Carrara la maxi inchiesta legata alle presunte infiltrazioni camorristiche dei clan dei Casalesi negli istituti di vigilanza privata. All’amministratore unico della società di vigilanza privata armata di Massa-Carrara, il 71enne Alessandro Barbieri (assistitio dall’avvocato Alfonso Tatarano di Napoli)è stato notificato nella giornata di ieri un divieto di ritorno in Campania.
«La criminalità - dichiara lo stesso Alessandro Barbieri raggiunto telefonicamente dal Tirreno - Io l’ho sempre combattuta, la storia del mio istituto, da parecchi anni, parla da sola».
la vicenda.
Secondo l’ipotesi accusatoria eludendo le disposizioni di legge in materia di prevenzione patrimoniale, un gruppo criminale era riuscito a far infiltrare un soggetto legato alla fazione Bidognetti del "Clan dei Casalesi" nel settore della vigilanza privata armata nell'area campana, ottenendone il pieno controllo. È quanto hanno scoperto i militari del Nucleo Investigativo del Gruppo Carabinieri di Aversa che hanno dato esecuzione a un'ordinanza di applicazione di misure cautelari, emessa dal gip del Tribunale di Napoli, su richiesta della Procura della Repubblica - Direzione Distrettuale Antimafia a carico di quattro persone, indagate a vario titolo per i reati di "traffico di influenze illecite", "trasferimento fraudolento di valori", "rivelazione ed utilizzazione di segreti di ufficio", con l'aggravante del metodo mafioso. Secondo l’inchiesta della Procura della Repubblica - Direzione distrettuale Antimafia, anche la società di vigilanza privata armata 'I Pretoriani Srl', con sedi operative a Napoli e Massa-Carrara, faceva capo all'affiliato di spicco del clan dei Casalesi, Enrico Verso, cognato di Raffaele Bidognetti. Secondo gli inquirenti, l'ennesima scatola cinese delle società di vigilanza intestate a prestanome, ma con la camorra alle spalle, è finita nel mirino dei pm di Napoli che hanno ottenuto dal gip una misura cautelare nell'ambito di un'inchiesta che già nel luglio scorso aveva portato Verso in carcere e provvedimenti restrittivi per altre 5 persone. In quell'occasione, gli inquirenti dimostrarono che tre società di vigilanza, la Roma Security, la Nsp Security e la Service Security, avevano Verso come socio occulto e quindi erano in mano al gruppo Bidognetti dei Casalesi. Le persone coinvolte, come detto sono Enrico Verso, 57 anni, già detenuto, Antonio D'Abbronzo, 48 anni, e Carlo Verdone, 60 anni, entrambi agli arresti domiciliari, eAlessandro Barbieri, amministratore unico della società di vigilanza privata armata "I Pretoriani S.r.l.", al quale è stato notificato un divieto di ritorno in Campania. Le misure cautelari sono state notificate nelle province di Caserta, Napoli, Roma e Massa Carrara. I militari hanno anche sequestrato preventivamente i beni aziendali e le quote sociali della società "I Pretoriani".
la difesa di barbieri
«È una storia vecchia, nel 2017 volevo cedere un ramo di attività e sono entrato in contatto con la Roma Security per l’istituto di Napoli - spiega Barbieri - il contatto non è andato in porto perché gli acquirenti non avevano titoli per svolgere vigilanza privata. Tutto qui. Sono sereno e pronto ad essere ascoltato». —
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