Sicurezza
«Inadempienze della comunità e numero esiguo di aderenti»
prato. La Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata della Santa Sede ha comunicato alla diocesi di Prato, con una lettera inviata al vescovo monsignor Giovanni Nerbini, di aver soppresso l'associazione pubblica di fedeli Discepoli dell'Annunciazione, che ha la propria sede principale nella città laniera, dal 2014 in via Bologna al numero civico 68/2, prima ancora (dal 2005) nella frazione di Iolo. Lo rende noto la stessa Diocesi con una nota diffusa ieri.
I Fedeli dell’Annunciazione sono una comunità religiosa, fondata dieci anni fa da don Giglio Gilioli, sacerdote veronese di 73 anni, trasferitosi nella diocesi pratese qualche anno prima, proprio per fondare l’ormai ex Congregazione. Particolarmente dedita alla spiritualità mariana - da qui la denominazione - la comunità aveva raccolto diversi giovani, provenienti da varie parti del mondo, intenzionati a diventare sacerdoti religiosi. Riconosciuta, dal punto di vista del diritto canonico, come “associazione pubblica di fedeli” nel 2010, aveva mostrato “diverse criticità, non riuscendo a radicarsi né per quanto riguarda la messa a punto del carisma originario, né per la struttura comunitaria, né per il numero degli aderenti”, riferisce la nota.
Infatti, in questi anni, molti membri dell'associazione sono usciti dalla comunità, non se ne conoscono nel dettaglio i motivi. Alcuni hanno addirittura abbandonato la vita religiosa, altri hanno invece chiesto di diventare sacerdoti in servizio nella diocesi di Prato. Per questi motivi già nel 2013 la diocesi pratese aveva disposto una verifica ufficiale - si chiama “visita canonica” - a cui ne era seguita un'altra nel 2018, voluta direttamente dalla Santa Sede. Così, al fronte del perdurare delle “inadempienze suddette e del numero ormai esiguo di aderenti”, la Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata ha disposto lo scioglimento dell'associazione fondata da don Giglio Gilioli, oggi accusato di violenza sessuale e violenza sessuale di gruppo su due fratelli insieme ad altri otto devoti, cinque sacerdoti, un frate e tre religiosi.
In particolare, Congregazione che ha sciolto la comunità dei Discepoli dell’Annunciazione, elenca nelle motivazioni della sua decisione: “Limiti nel reclutamento e nella formazione dei membri, la non adeguata distinzione tra foro interno e foro esterno - vale a dire la separazione tra l'ambito della coscienza, spettante al confessore, e quello della disciplina, di pertinenza del superiore religioso - e deficienze nell'esercizio dell'autorità”.
Il documento del Vaticano spiega: “Persistendo le medesime criticità acuite da un ulteriore riduzione numerica, da atteggiamenti di diffidenza e di distacco nei confronti dell'autorità diocesana e da forti perplessità sullo stile di governo del fondatore e sulla sua idoneità nel ricoprire tale ruolo”, decreta, con effetto immediato, lo scioglimento dell'associazione pubblica di fedeli Discepoli dell'Annunciazione. —
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