Italia
È caccia al fortunato «Speriamo davvero che sia uno di noi»
arcola. Romito ieri mattina si è svegliata felice come mai avrebbe immaginato. Un po’ tutti si sentono vincitori di quegli oltre 67 milioni di euro. Lo si coglie andando in strada e chiedendolo direttamente. Ma davvero uno di loro, uno di quelli magari residente sulla via Provinciale, o qualche lavoratore che qui si è sacrificato una vita, ha ricevuto in premio la vincita più alta mai registrata nell’intera Regione Liguria?
La caccia al nome del fortunatissimo o fortunatissima non conosce sosta. Si tratta dell’accecante luce che tutti inseguono in provincia della Spezia, quasi fosse una Cometa. «Io spero davvero che sia uno di noi», dice Riccardo Rocchi, titolare della tabaccheria edicola “Il quadrifoglio” insieme alla moglie Daniela Rolandelli e alla cognata Lorella, dove la vita non è più la stessa dallo spoglio elettroniche delle schedine vincenti del Super Enalotto: ore di gioia collettiva, partecipazione e curiosità.
«Pensare che la schedina vincente da 2 euro, quasi sicuramente è una di quelle che facciamo noi in modo automatico e che spesso la clientela ci chiede al posto del resto per una spesa più cospicua – aggiunge Riccardo – è davvero suggestivo, quasi fuori dalla realtà. Ci chiamiamo “Il Quadrifoglio” e la fortuna è venuta a bussare alla nostra porta, almeno è passata da queste parti». Ma davvero non riuscite a pensare chi possa essere il vincitore o la vincitrice? «Impossibile – rispondono Daniela e Lorella, raggiunte dalla madre Rosa – il viavai è continuo, ci auguriamo possa trattarsi di qualcuno che abita da queste parti. Magari uno degli operai che si fermano in continuazione». Daniela qualcosa spera anche per lei e la famiglia, per i suoi bambini Alberto e Federico, che martedì sera l’hanno accompagnata a riaprire il loro negozio dopo pressante richiesta di una folla di giornalisti. «Chiaro che una speranza la coltiviamo – concludono – quella che magari il possessore del tagliando vincente si ricordi di noi e ci faccia un bel regalo. Ma siamo già contenti così». —
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