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Lavoro, salute, ambiente: sono questi i temi chiave
Carrara, il commento di Massimo Braglia sul futuro del centro e il tema dello spopolamento della città
Una delle prime conferenze stampa che ho seguito al mio ritorno a Carrara, dopo le esperienze di circa 4 anni alle redazioni di Prato e Pontedera, fu a fine 92: la presentazione in grande stile del vicesindaco Angelo Zubbani del piano di Carrara Est. Sembrava fosse imminente, è stato realizzato e solo in parte quasi 20 anni dopo: i palazzi all’ex Montecatini, con tanto di capolinea pronto e mai partito. In quegli stessi Anni 90, al contrario, è scattata come una littorina la cementificazione di Bonascola, una scientifica distruzione di un piccolo paradiso che ancora grida vendetta. Ancora prima di Carrara Est si parlava del recupero di Grazzano, di San Martino. Niente. Sul mare c’era un altro paradiso, e c’è stata piantata Carrarafiere.
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Alcune zone di Marina potrebbero essere a Sesto San Giovanni. Parlare di Carrara riguarda sì il centro città, che è il cuore storico con un Duomo millenario ma paradossalmente con un solo istituto superiore, ma anche tutto il suo territorio. Le scelte del passato si sono dimostrate disastrose, chi voleva opporsi a certe iniziative immobiliari, il compianto Leo Gestri, nel ’61 preferì dimettersi da sindaco che assistere all’inizio della fine della città. Rilancio del centro, rilancio del territorio nel suo insieme dalle Apuane al mare, e lotta allo spopolamento, sono temi che si tengono insieme. Il sindaco, nel suo intervento che pubblichiamo qui sopra, ribadisce concetti e progetti. Ben vengano. E ben venga la sinergia turistica con gli altri Comuni della Costa. Carrara però se vuole tornare ad essere attrattiva, deve mettere in campo quel qualcosa in più che le deriva dal bene unico al mondo che ha, le cave e il suo marmo. E allora, si torna sempre al tema della filiera: se ci sono posti di lavoro, le coppie possono pensare a mettere su famiglia, a invertire il trend della denatalità e si può anche attirare cittadini da altre zone. E la sanità, altro tema su cui il sindaco non ha fatto cenno ma che è chiave: che incentivo può avere una famiglia ad abitare sul territorio carrarese se non c’è una casa della salute H24, se la diagnostica ha tempi lunghi, se l’unico pronto soccorso è sovraffollato e fuori città? La Fondazione Crc per il 2020 ha messo a bilancio 10mila euro per il settore salute (dopo aver bruciato circa 80 milioni di euro in pochi anni), la Fondazione Marmo impiegherà risorse ma è dalla Regione che devono arrivare risposte. E poi c’è la qualità dell’ambiente, con le bonifiche che tardano e scelte discutibili come quella di distruggere l’unico campo sportivo a Marina di Carrara (e quello di Bonascola è inagibile): se non hanno campi sportivi per i bimbi, se non hanno un posto dove curarli al meglio, se manca il lavoro, perché qualcuno dovrebbe programmare altri figli o pensare di abitare qui? L’insieme è straordinario, dai monti al mare: ma dopo una visita, o una vacanza, bye bye. Bisogna invertire la tendenza, e il Tirreno su questo insiste, pungolando chi può risolvere i problemi: amministratori e imprenditori.
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