Toscana
«Ponte a Pertini? Uccise marea di persone» Il post del leghista Frugoli fa arrabbiare tutti
Il consigliere comunale accusa lo statista di «una caccia alle streghe contro i presunti fascisti». Poi rimuove dal social
È il consigliere comunale più giovane di Massa, Filippo Frugoli, eletto a 21 anni per la prima volta in Consiglio con la Lega, coordinatore dei giovani del carroccio, nessuna esperienza politica, nessuna scuola di partito, soltanto tanta passione: è lui che domenica pomeriggio, davanti alla tastiera, sulla sua pagina facebook, inciampa nella storia e accusa Sandro Pertini di aver ucciso molti uomini, in una "caccia alle streghe" contro i fascisti.
Sì, Sandro Pertini, il presidente della Repubblica più amato, quasi un eroe nazionale, una specie di De Gaulle all'italiana, esiliato, carcerato, partigiano, un uomo politico “senza macchia di equivoci e sotterfugi” scriveva Malagodi, le cui parole e fatti “odoravano di pulizia e lealtà”, diceva Montanelli. Il post di Frugoli è come una cannonata e proprio alla vigila del Giorno della Memoria.
Si discute se intitolare, o meno, un ponte a Sandro Pertini, nella città di Massa, una proposta avanzata al sindaco Francesco Persiani, dall’associazione “Trentuno Settembre”, per celebrare il trentennale della scomparsa dell’ex presidente, il 24 febbraio prossimo. Un ponte alla memoria di Pertini, che spinge il consigliere Frugoli a scrivere poche righe, in un post sulla sua pagina personale, che non sono passate inosservate: «Un ponte a Pertini? Lo stesso Pertini che elogiò Stalin, che concesse la grazia al partigiano Toffanin- scrive Frugoli- Lo stesso Pertini capo partigiano che uccise una marea di persone accusate di essere fasciste, una sorta di caccia alle streghe, e che annunciò di essere un brigatista rosso? Ci vuole coraggio- continua Frugoli- a fare una richiesta così. Se gli verrà dedicato un ponte chiederò di dedicare una via alle stragi partigiane, o alle vittime dei partigiani, o delle brigate rosse».
In pochi minuti il post viene sommerso di commenti e il consigliere accusato di “ignoranza”, “cialtroneria”, “oltraggio alla memoria” e “diffamazione”.
Qualcuno lo minaccia anche di morte: “crepa delinquente” gli scrivono, e l’escalation di insulti non si è fermata neanche dopo che il consigliere ha rimosso il suo post dalla pagina.
Contattato da Il Tirreno, però, Frugoli si sfoga: «La sinistra mi attacca alla minima cosa, a prescindere dalla storia di Pertini, forse perché gli faccio paura. Mi attaccano perché sanno che non sono come loro, mi attaccano perché sanno che non potranno mai usare la mia persona e mi attaccano perché sanno che sono una persona estremamente seria e pulita. Mi sono arrivate minacce e offese. Questa è democrazia? Questa è la sinistra buonista per la pace e per l’amicizia? Non prendiamoci in giro. Io continuerò a lavorare per tutti coloro che sperano in qualcuno che porti novità e cambiamenti nella politica, e che mi scrivono di aver bisogno di un giovane come me per scardinare certi sistemi ai quali mai mi inchinerò».
Sommerso dalle critiche, dentro e fuori dal web, Filippo Frugoli non può che ammettere di aver sbagliato e questo fa piacere anche al sindaco di Massa, Francesco Persiani, che decide però di rimanere fuori dalla querelle: «Non posso e non è mio compito controllare i pensieri personali di tutti i consiglieri di maggioranza. Non trovo giusto neanche che ogni minimo scivolone sia imputato all’amministrazione. Tutti noi conosciamo il valore del presidente Pertini, su cui non si discute. Se Frugoli ha chiesto scusa ne sono felice. Chiedo un po’ di tolleranza per l’episodio, visto che io stesso, con la mia famiglia abbiamo sofferto molto l’intolleranza altrui e capisco quanto possa fare male». —
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