Sicurezza
«Dal 1981 persi 6.000 abitanti A Marina il calo più evidente»
CARRARA. Sulla questione dello spopolamento parla lo storico avenzino Pietro Di Pierro. «Il centro di Carrara si spopola, è senz'altro vero - dice - ma un'analisi dei dati statistici del Comune, a partire dal 1981, ci restituisce una realtà più articolata. Innanzi tutto è il Comune di Carrara nel suo insieme che perde abitanti con un trend costante, passando da 68.683 abitanti del censimento 1981 ai 62.142 rilevati in anagrafe al 31 dicembre 2019. Il centro, dopo la perdita netta di oltre 3000 abitanti nell'ultimo ventennio del secolo, dal 2001 si mantiene costante sopra i 10.000 con un picco di recupero nell'ultimo censimento 2011 di 10.985 abitanti. Sorprenderà di vedere che chi ha perso più abitanti è Marina che, in effetti, passa dai 19.249 abitanti del '81 agli attuali 15.956. Qui, a differenza di altre località dell'agglomerato urbano, il trend negativo è pressoché costante. Il fenomeno è da attribuirsi secondo alcuni al diffondersi delle seconde case, secondo altri all'allontanamento selettivo dovuto ai prezzi degli immobili (ma forse ad entrambi), dopo il boom edilizio degli anni ’60 e ’70 che attrasse migliaia di abitanti”. Poi Di Pierro si dirige ad Avenza che, «dopo un incremento a fine Novecento, che l'aveva portata a sfiorare i 14.000 nel '91, (in gran parte a completamento del comparto Peep), accusa un regresso, ma tuttavia è in tenuta rispetto al ’81». Prosegue: «Avenza passa da poco più di 16.000 dell'81 al picco di 18.178 del 2011, per flettere infine agli attuali 17.575. L'incremento notevole a cavallo del millennio è dovuto al comparto Peep di Bonascola prima, poi alle scelte di "miglioramento abitativo" offerto da Marasio-Monteverde e poi Fossone, con ville e villette». È invece uno «stillicidio costante» la zona montana: una perdita di quasi 2000 abitanti su 7.000. La flessione tra il censimento 2011 e l'ultima rilevazione anagrafica è comune a tutti i quartieri, sottolinea lo storico avenzino. «In conclusione - continua - se nel ventennio di fine Novecento si può notare un calo del Centro, nel nuovo millennio c'è una sostanziale tenuta. Mentre per Avenza e Marina la perdita nel nuovo millenio è costante; per Marina lo è anche nel ventennio pregresso, così come per i paesi a monte e il Centro. La perdita di abitanti del comune nel suo complesso è imputabile al saldo naturale negativo, prodotto da una preoccupante denatalità, in parallelo con un forte invecchiamento; il fatto non è compensato dai flussi migratori che, anzi, risentono dell'emigrazione dei nostri giovani; le problematiche sono connesse anche alla deindustrializzazione e al depotenziamento di molte realtà produttive. Da considerare anche le preferenze dei carraresi per residenze in altri comuni. Infatti, Massa e Montignoso da un lato, Luni, Castelnuovo, Sarzana e Fosdinovo dall'altro, presentano un trend in ascesa nei censimenti dello stesso periodo considerato». —
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