Il Tirreno

IL POLMONE VERDE

Prove tecniche del Comune di Carrara per rilevare Villa Ceci

Alessandra Poggi
Le recinzioni divelte della villa
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Le recinzioni divelte della villa

L’obiettivo dell’amministrazione è quello di realizzare un grande parco pubblico. Ma intanto nell’area regna il degrado fra ammassi di teloni e recinzioni spaccate

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Carrara. Potrebbe diventare uno dei parchi più grandi della costa Apuo - Versiliese, e dovrebbe essere accessibile a tutti. Invece ancora oggi, e dopo molti anni, il parco di villa Ceci resta così: degradato e proibito per la popolazione. Gli accessi ci sono, ma sono abusivi e sono stati creati spaccando reti e cancelli di recinzione. L'unico punto di accesso diciamo "legale" è quello di viale XX settembre, all'altezza del ponte dell'autostrada. Ci sono dei cartelli che intimano la proprietà privata, ma diciamo che è quello più trafficato da chi va a farsi una corsetta o una passeggiata. Si può entrare liberamente e senza violare la proprietà privata dal cancello settecentesco di via Covetta, dove spesso vengono venduti i prodotti a chilometro zero prodotti nei campi della stessa villa Ceci.

Ma forse ci sono novità sul futuro di Villa Ceci. Forse perché come annunciato più volte dall'amministrazione comunale c'è la volontà di realizzarci un grande parco pubblico, che ad oggi è inutilizzato, mal frequentato, usato come discarica occasionale e anche come alloggio dai senzatetto. Ma con l'adozione del Poc (il piano operativo comunale), lo strumento che disciplinerà il futuro urbanistico della città, potrebbe diventare uno dei parchi più grandi della costa apuo- versiliese.

Abbiamo chiesto a Maurizio Bruschi, assessore all'urbanistica, a che punto siamo: "nelle previsioni del Poc - spiega - c'è anche quella di realizzare un grande parco pubblico a Villa Ceci. Il progetto riguarda tutto il parco, ma prima dobbiamo trovare il modo di rilevarlo. Il piano operativo comunale sarà adottato a breve, infatti, prevede già l'impegno di inserire un parco pubblico a villa Ceci".

Per quanto riguarda invece gli scheletri delle costruzioni mai finite di via Marina, Bruschi dice: "quella è una questione tra privati, l'amministrazione non ha mai bloccato quei lavori".

Insomma, una serie di rassicurazioni che potrebbero finalmente restituire alla popolazione questo enorme polmone verde, oggi abbandonato a se stesso. Nella parte finale del parco, quella che insiste su Marco Polo a Marina di Carrara, qualcuno ha rotto la cancellata e all'interno ci sono dei piccoli dormitori per senzatetto. Come sembra un riparo notturno improvvisato l'ammasso di teloni e nylon disposti come se fossero una tenda sotto alcuni alberi. Questo ammasso di teloni è stato realizzato sotto gli alberi nella parte non troppo interna della Doganella. E poi ci sono tutta una serie di piccole discariche (forse create dagli stessi residenti visto il materiale abbandonato), come quella dove è stato gettato un vecchio cavallino a dondolo. Ma sparsi a macchia di leopardo ci sono pezzi di tubi, mattoni, vetri rotti, persino il volante di uno scooter. —

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