Sicurezza
La storia del gatto Milo per superare le paure
marina di carrara. Milo, il gattino che «non sapeva saltare», può stare tranquillo. Non deve abbattersi perché alla fine, insegnano dalla scuola elementare “Giromini” di Marina di Carrara, «anch'io avevo paura all'inizio a usare la bicicletta, poi ho imparato», come racconta uno dei bambini. “Storia di Milo, il gatto che non sapeva saltare” (2018, edito da Guanda) della scrittrice Costanza Rizzacasa D’Orsogna non è solo un successo editoriale. Ma è una storia che insegna a guardarsi negli occhi e conoscere le paure, debolezze, i pregiudizi e le diversità.
Ed è per questo che le insegnanti della scuola “Giromini” hanno optato per il libro da inserire nel progetto lettura con al centro il tema della diversità. Una lettura condivisa; poi in cerchio durante le lezioni i bambini si sono raccontanti e hanno deciso di scrivere a Milo e alla sua “mamma” che coincide con la scrittrice. Ieri mattina a Marina di Carrara è arrivata proprio la scrittrice, che di Milo si prende cura e con il testo ha fatto conoscere a più di 10 mila alunni la storia di un gatto nero che un giorno, in mezzo al temporale, da solo, viene trovato dal fratello dell'autrice. «Un gatto determinato, che voleva salvarsi», spiega la scrittrice.
Ad aspettarla nella mattinata di ieri, oltre alle maestre e ai bambini, anche tanti gattini “imperfetti” realizzati con materiale di riciclo con la collaborazione di tutto il personale della scuola. Da “crimine” al gatto ballerina, perché «Milo è “uscito” dal libro ed è entrato nelle classi dove ad accoglierlo c'erano altri gatti, con altri nomi e altre storie realizzate da noi», racconta l'insegnante Barbara Pianadei.
«Da 15 mesi incontro tanti alunni e le loro storie. Il libro è per tutte le età però - continua la scrittrice - ho voluto mandare un messaggio di integrazione, sulla diversità, sulla disabilità e sull'accoglienza. Le maestre, specialmente quelle della Giromini, sono state brave a sviluppare i concetti». —
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