Il lutto
«Sulla Fondazione Crc purtroppo l’allarme era fondato...»
il vicesindaco e i numeri del documento previsionale
Carrara. «Come dimostrano i numeri del Documento Programmatico previsionale 2020 della Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara, purtroppo l’allarme lanciato nei mesi scorsi dalla nostra amministrazione in merito allo stato di salute del bilancio dell’ente e alla sua capacità di investimento sul territorio dell’ente era assolutamente fondato»: così il vicesindaco Matteo Martinelli commenta i numeri del Dpp diffusi dal Tirreno di ieri. E aggiunge: «Per l’anno in corso la Fondazione avrà a disposizione solo 400mila euro per finanziare eventi culturali e attività del terzo settore, e farà venir meno quindi iniziative fino a qualche anno fa strategiche per settori delicati quali la sanità e il sociale. Si tratta di una perdita grave per la nostra città, plasticamente rappresentata dal dimezzamento del portafoglio finanziario dell’ente. I tempi in cui da Palazzo Binelli uscivano 82mila euro per la mostra D’Apres Canova, 40mila per il festival pianistico Città di Carrara, 340mila euro per Con_Vivere o 100mila euro per l’organizzazione di manifestazioni di valore sociale sono solo un lontano ricordo. Quell’anno, era il 2011, erogò 1,4 milioni per il settore cultura, 215mila euro per la salute pubblica, 193mila euro all’istruzione e 436mila al volontariato e alla beneficenza. Carrara sta perdendo e ha già perso tanto perché le risorse che un tempo animavano la vita culturale e sociale cittadina sono state dilapidate da una classe politica che non ha saputo valorizzare, ma nemmeno tutelare, una ricchezza strategica come quella rappresentata dalle casse della Fondazione. Oggi i cittadini si lamentano giustamente della carenza di manifestazioni e attività: i numeri del bilancio dell’ente contengono l’amara spiegazione, che noi avevamo purtroppo anticipato, evidenziando nero su bianco un calo di ben 2 milioni di euro nella capacità di investimento della Fondazione. Anche questo è un brutto pasticcio confezionato dai nostri predecessori, condiviso dalle forze politiche del centro-destra come hanno dimostrato le dichiarazioni del senatore Mallegni su questa vicenda. Si tratta di una delle tante eredità scomode che la nostra amministrazione si è trovata a dover gestire». —
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