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attacco a benedetti 

Minoranza al prefetto: «Tuteli la democrazia»

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massa. Dopo il consiglio della discordia, convocato d’urgenza senza motivo per l’opposizione, la minoranza va all’attacco del presidente del consiglio Stefano Benedetti. E chiede aiuto al prefetto Paolo D’Attilio.

«Abbiamo, sin dall'inizio, sostenuto e rimarcato ad ogni occasione, che la carica di Presidente del consiglio non si confaceva con la figura politica di Stefano Benedetti. Dopo l’ultimo consiglio e le ultime dichiarazioni rilasciate dallo stesso anche la più piccola e flebile speranza di cambiamento nell’atteggiamento super partes è saltata», scrivono Norberto Riccardi, Gabriele Carioli, Alessandro Volpi, Stefano Alberti, Giovanni Giusti, Ulian Berti (Mdp art. 1), Elena Mosti (lista Volpi). «Benedetti non capisce che non è l'urgenza in sé il problema, ma come viene dichiarata. Se una pratica specifica ha carattere d'urgenza, si porta quella con procedura d'urgenza definita nella convocazione perché ci sono i requisiti. Qui è stato convocato un consiglio senza dichiarare l'urgenza e facendola votare al consiglio stesso. Caro presidente, bravo solo a trincerarsi dietro pareri del segretario o di qualche dirigente ma mai ad assumersi colpe di superficialità, le ricordiamo che tutte le proposte di delibera di consiglio portate nella scorsa consigliatura , che assumevano il carattere d urgenza erano motivate nella proposta di delibera stessa. Non vi è traccia in nessuna proposta di delibera iscritta all’ ordine del giorno dello scorso consiglio di una motivazione che confermasse il carattere d urgenza ».

Da qui la decisione di rivolgersi al prefetto. —

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