La manifestazione
Lavoro e ambiente, datevi da fare
Il Sabato: il commento di Massimo Braglia su beni estimati, cave, filiera a Massa-Carrara. E le dimissioni di Leo Gestri, quasi 60 anni fa
«Le vicende successive all’editto del 1751, dunque, sono segnate da una sequenza di plurisecolari inefficienze dell’amministrazione, che hanno impedito le verifiche e gli accertamenti necessari a porre ordine alla materia». Queste parole della Corte Costituzionale, relative alla intricata vicenda dei beni estimati, andrebbero scolpite su una lapide in marmo all’ingresso della città di Carrara, o di palazzo comunale, e potrebbero contribuire a dare un’idea dei motivi per cui siamo ancora al muro contro muro tra ambientalisti e imprenditori, tra una parte di cittadini e chi escava. A Carrara nessuno ha mai voluto fare chiarezza su un editto di 269 anni fa, a Massa nessuna amministrazione di centrosinistra ha mai voluto fare un regolamento degli agri marmiferi. E così, rinviando e rimandando, passando attraverso carte bollate e legislazioni concorrenti (e ora con la Regione in prima fila che almeno sta cercando di mettere ordine), a fatica si sta per arrivare attraverso i Piani attuativi, il Piano cave, i nuovi regolamenti, ad un punto fermo.
Restano però sempre, sullo sfondo, i beni estimati a Carrara, e gli “altri beni” a Massa (dove però potrebbero sparire): insomma, un po’ di privato piazzato nelle nostre Apuane. La Corte Costituzionale, nella sentenza in cui scrive anche la frase citata all’inizio, ha ricordato un principio basilare: per mettere la parola fine alla vicenda c’è solo un modo, fare una legge nazionale. La proposta c’è, e galleggia in Parlamento a Roma. La maggioranza è giallorosso, quindi Pd e 5 Stelle: ci aspettiamo che in questo 2020 si arrivi per lo meno a portarla in discussione e ad approvarla. Oppure si dica una volta per tutte che si vogliono aggiungere altri anni alle plurisecolari inefficienze; la Consulta si esprimeva così nel 2016 , siamo già nel 2020. È vero che ci sono sempre altre cose più importanti: la pace nel mondo, la povertà.... “I poveri li avrete sempre con voi”, e visto che lo ha detto Gesù, c’è da credergli. Ciò non vuol dire che non si debba provare ad arrivare alla pace universale o almeno a diminuire la povertà ma insomma, c’è anche altro.
I signori del marmo, che sottolineano sempre l’indotto legato all’escavazione (e vorremmo vedere, è un prodotto unico al mondo a portata di mano, prezioso e ricercato), dovrebbero per una volta dare un contributo ulteriore anche sul fronte della povertà e come auspicano tutti, concretizzare davvero la filiera. Con la filiera si dà lavoro, diminuiscono le tensioni. E a proposito invece delle plurisecolari inefficienze carraresi: il prossimo anno saranno i 60 anni delle clamorose dimissioni da sindaco da parte di quel gentiluomo mai abbastanza ricordato di Leo Gestri. Una storia su cui da molto è calato un silenzio assordante, solo raramente spezzato da qualche storico. Era il 1961, fu l’inizio della fine per la Carrara gioiello. Avremo modo di riparlarne. Altre cose sono davvero più urgenti: lavoro e rispetto dell’ambiente, questo è quanto gli apuani chiedono ad amministratori e imprenditori, datevi da fare.
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