Il Tirreno

il processo per il caso politeama 

«I lavori della Caprice erano indemolibili»

Libero Red Dolce
«I lavori della Caprice erano indemolibili»

La relazione dell’architetto Martelli, incaricato dalla ditta: «Fare qualcosa avrebbe pregiudicato la tenuta del resto» 

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«Secondo il mio rapporto, che fu richiesto dalla ditta Caprice, quello nel sottotetto, trattandosi di un abuso parziale, era da considerare non demolibile. Almeno senza mettere a rischio la parte sottostante». A parlare, nel processo Politeama, è l’architetto Giuseppe Martelli che depositò un’istanza nel 2004 per una fiscalizzazione per l’abuso che era stato realizzato. E che esclude, più volte, che una demolizione dei lavori fatti fosse prendibile in considerazione e tantomeno auspicabile.

A interrogarlo è il sostituto procuratore Alberto Dello Iacono, che gli chiede di riferire in aula di fronte alla giudice Antonella Basilone quale fu il suo ruolo riguardo a quella consulenza.

«Ricevetti l’incarico dalla Caprice, nello specifico dalla dottoressa Nella Pasquini e del dottor Ugo Tolaini. Ci incontrammo nello studio di quest’ultimo», spiega Martelli.

Quel che Martelli fu chiamato a fare era una sorta di indagine generale per il processo amministrativo che avrebbe portato a “regolarizzare” la situazione. «Nella relazione scrissi - ricorda l’architetto - che riguardo al sottotetto ritenevo che ci fosse possibilità di applicare la legge per questa fiscalizzazione. Si trattava infatti di un abuso parziale, altrimenti non sarebbe stato possibile».

Martelli più volte torna su questo punto: «La demolizione dei lavori fatti, essendo collegata al tetto, avrebbe pregiudicato la parte sottostante».

Il pm Dello Iacono sul punto lo incalza. «Era impossibile tecnicamente demolirlo?». Martelli: «No, ma intendiamoci: nemmeno radere al suolo lo è. Tecnicamente possibile. Ma se è prevista l’indemolibilità è perché si diversifica tra ciò che si potrebbe fare e ciò che poi andrebbe fatto considerate le condizioni».

Dello Iacono vuole sapere se quella sua consulenza era supportata da dati e misurazioni specifiche. «No - risponde Martelli - non feci nessuno studio. Ma la situazione di indemolibilità era evidente. Mi consultai con alcuni amici esperti che mi confermarono quanto pensavo».

Il Comune di Carrara accolse l’istanza. «Si, furono stabiliti circa 50mila euro di sanzione. Per me calcolata anche in eccesso, a dire il vero. L’area interessata per la fiscalizzazione era di 80 metri quadri circa, riguarda solo le due ali di scala». Prossima udienza il 26 marzo alle 12. —



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