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Case popolari all’ex ferrovia Il progetto può ripartire

Gianluca Uberti ; Gianluca Uberti
Case popolari all’ex ferrovia Il progetto può ripartire

Il sindaco Valettini ha ricevuto rassicurazioni sulla costruzione di 20 nuovi alloggi richiesti dopo l’evacuazione del quartiere Matteotti dopo l’alluvione del 2011

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Una delle eredità più nefaste della terribile e mortale alluvione del 25 ottobre 2011 è sicuramente rappresentata dallo sgombero obbligato delle vetuste case popolari di quartiere Matteotti. Infatti, subito dopo l’alluvione erano state evacuate 13 famiglie che vivevano al pian terreno, mentre tre settimane dopo l’allora sindaco Roberto Simoncini firmò un’altra ordinanza, con cui sanciva l’allontanamento delle restanti 33 famiglie che vi abitavano. La situazione si era fatta decisamente troppo pericolosa per i 46 nuclei familiari, i muri delle case popolari erano a rischio crollo.

Nessun crollo si è poi verificato negli anni successivi. Solo degrado, tanto degrado, con le bianche case popolari corrose dal tempo e dall’incuria. E una prospettiva: la ricostruzione di nuove case popolari nelle aree ferroviarie dismesse della Pontremolese, dove è la Regione Toscana a finanziare i lavori, come è accaduto per le nuove scuole, e a gestire i cantieri del post alluvione. Il masterplan delle aree ferroviarie dismesse, infatti, prevedeva nuovi alloggi di edilizia residenziale pubblica per le famiglie costrette a lasciare quartiere Matteotti, ma è un po’ di tempo che quel progetto è sparito dai radar. Nel frattempo, qualcuno degli ex abitanti è deceduto e quasi tutti gli altri hanno trovato sistemazione altrove.

Ora a riportare sotto i riflettori il tema è la trasferta che il sindaco di Aulla, Roberto Valettini, ha effettuato nei giorni scorsi a Firenze, accompagnato dall’assessore Tania Brunetti, dall’ingegner Andrea Donati e dalla dirigente comunale Luciana Micheletti. Nell’occasione la delegazione aullese ha incontrato l’assessore regionale Vincenzo Ceccarelli, che ha la delega all’edilizia residenziale pubblica, e i suoi tecnici. Fra le varie richieste del Comune di Aulla vi era quella di conoscere lo stato delle cose sulle future case popolari da realizzarsi nelle aree ferroviarie dismesse della Pontremolese: «La Regione Toscana – spiega il primo cittadino aullese – ci ha rassicurati sulla volontà di costruire 20 alloggi popolari. Quindi, grazie alle nostra richiesta il progetto è tornato a galla, anche se non se ne conoscono le tempistiche». Pertanto, è prevedibile che, se e quando le nuove case popolari verranno realizzate, queste verranno assegnate, in maggioranza, a nuovi inquilini.

Tornando, in conclusione, a quartiere Matteotti, quel pezzo di Aulla che si affaccia sul torrente Aulella è destinato a scomparire, anche se non si sa ancora quando. Infatti, ad eccezione del palazzo accanto al ponte, le case popolari abbandonate saranno sostituite da un nuovo argine, che garantirà la necessaria sicurezza idraulica. Perché l’alluvione del 2011 non infierì soltanto su viale Lunigiana e via Resistenza, con il fiume Magra che si portò via due vite umane, Enrica Pavoletti e Claudio Pozzi, che attendono ancora giustizia nelle aule dei tribunali, ma fece parecchi danni anche a quartiere Matteotti, con i numerosi abitanti delle case popolari che subirono, come accennato, i disagi maggiori. Ma il progetto regionale di demolizione e successiva edificazione dell’argine è ancora sulla carta e il tempo a quartiere Matteotti sembra essersi fermato. Sembra però, perché il tempo non si ferma, continuando a logorare la porta di ingresso all’abitato di Aulla da sud. —

Gianluca Uberti

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