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I dubbi sulle bonifiche del Sin «I fondi stanziati sono pochi»

I dubbi sulle bonifiche del Sin «I fondi stanziati sono pochi»

Lettera al presidente del consiglio e al ministero dell’ambiente sull’inquinamento «Chiediamo processi trasparenti: che si farà se i soldi risultassero insufficienti?»

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massa. Dubbi del Coordinamento dei Comitati e delle Associazioni per la depurazione e le bonifiche all’indomani dell’annuncio della costituzione del Comitato regionale che si occuperà delle bonifiche per le aree contaminate Sin: in particolare, si chiedono le associazioni, è messa in questione l’adeguatezza della cifra (110 milioni) prevista per le bonifiche complessive dei quattro siti presenti in Toscana. E allora si rivolgono al presidente del consiglio Giuseppe Conte e al ministro dell’ambiente Sergio Costa.

«I cittadini residenti, le associazioni ed i comitati, sono estremamente preoccupati - scrivono nella lettera alle autorità - in quanto hanno il timore che questi 110 milioni complessivi di euro (soldi pubblici) stanziati da codesto Governo e Ministero non siano sufficienti per portare a compimento, in maniera completa e adeguata, tutte le necessarie operazioni di bonifica. In particolare, intendiamo manifestare questo timore con specifico riguardo all’area di Massa Carrara (che conosciamo meglio perché in questo territorio la maggior parte di quelli che scrivono sono residenti) in quanto quest’ultimo SIN attende le bonifiche da oltre trenta anni ed è ancora nella fase in cui i tecnici preposti stanno realizzando, dopo la fase di caratterizzazione delle falde, il progetto di bonifica».

Sono quattro i punti che meritano un chiarimento secondo il Coordinamento. Ecco le prime due: «Ci chiediamo se gli stanziamenti complessivi destinati da codesto ministero ai tre dei quattro Sin toscani (pari a 110 milioni di euro), sono effettivamente sufficienti a portare a termine i lavori di bonifica, in maniera completa, efficace e definitiva». E ancora: «nel caso questi stanziamenti economici fossero ritenuti insufficienti dagli organi competenti, chiediamo di prevedere in tempi brevi una integrazione del finanziamento».

C’è poi il nodo della comprensibilità di ciò che verrà fatto per i cittadini. Un invito a una politica trasparente, «con modalità di comunicazione che siano facilmente, comprensibili ed accessibili per i cittadini ». Il coordinamento propone la «realizzazione di un sito web dedicato, la convocazione periodica di un tavolo di comunicazione con la presenza dei tecnici, delle associazioni e dei comitati dei cittadini e anche un resoconto riepilogativo delle spese affrontate in relazione alle attività svolte».

Ultima questione: «vorremo sapere se sia stata realizzata una stima tecnica relativamente alle percentuali di successo delle bonifiche ed in primis con riguardo alla situazione di Massa Carrara, visto che il personale tecnico sta attualmente predisponendo il progetto di bonifica».

La paura è che quanto sia stato messo a progetto risulti insufficiente dal punto di vista del risultato: «Temiamo infatti che a causa della tipologia delle sostanze chimiche presenti nei terreni e nelle falde, e della loro lunga permanenza nei siti industriali inquinati (in certi casi pari a decenni), non si riesca a raggiungere un disinquinamento totale, al netto di quello che potrà essere già penetrato nelle falde acquifere più o meno profonde e quindi irrimediabilmente disperso nell’ambiente».

Il Coordinamento rivendica il sacrosanto diritto a essere informati: «Noi non vogliamo certamente sostituirci ai tecnici, ma chiediamo fermamente che le istituzioni ci informino realmente su come stanno le cose. Il diritto ad essere informati in materia di salute e di ambiente, è un nostro diritto riconosciuto e sancito a livello nazionale, comunitario e internazionale». —

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