Il Tirreno

Sos di matteo venturi  

Edilizia in crisi nera, dimezzate imprese e posti di lavoro

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carrara. «Non posso che confermare i numeri forniti dal Presidente degli industriali di Massa Carrara, Erich Lucchetti, sullo stato del settore edile nella nostra provincia, basti pensare che in meno di 10 anni siamo passati da oltre 170 mila ore lavorate a poco più di 96 mila» così Matteo Venturi presidente della Cassa Edile della Provincia di Massa Carrara, l'ente paritetico che riunisce i rappresentanti delle imprese edili e dei lavoratori delle costruzioni, sulla situazione del settore. «Le costruzioni versano in una situazione di emorragia inarrestabile ormai da anni – spiega Venturi -. Nel sistema Cassa Edile stiamo registrando un 40% in meno di tutti i parametri monitorati dal 2011, anno in cui sono venuti alla luce tutti gli effetti della crisi finanziaria del 2007-2008 che dagli Stati Uniti si è estesa in Europa. Ciò si traduce nella nostra provincia, in decine di imprese in meno e di conseguenza in centinaia di posti di lavoro in meno». «E' peraltro un fatto positivo che alcuni settori dell’indotto delle costruzioni, come il marmo, riescano a contenere la crisi – aggiunge Venturi - , perché hanno potuto diversificare l'offerta aprendosi ai nuovi mercati all'estero dove l'edilizia non ha subito il crollo italiano. Per le imprese edili della nostra provincia il mercato rimane esclusivamente quello interno e quindi il crollo degli investimenti pubblici e privati è stato esiziale».

«Ad esempio a marzo 2011 si contavano oltre 400 aziende iscritte alla nostra Cassa Edile (404 per l'esattezza) che occupavano quasi 1400 persone con un monte ore lavorate pari a oltre 170 mila (172.426)- aggiunge Venturi -. A marzo 2019 invece avevamo 218 aziende iscritte per 749 operai e 96.195 ore lavorate».

«In particolare tale emorragia – puntualizza il Presidente della Cassa Edile - è generata sia dalla contrazione del numero delle gare bandite, sia dalle modalità di gara dove si privilegia troppo spesso solo il criterio del massimo ribasso, sia da prezzi che impediscono alle imprese di lavorare con un equo riconoscimento per il lavoro offerto».

«Quello che oggi dobbiamo sciogliere è il circolo vizioso in cui siamo stati trascinati – spiega Venturi-. Perché mentre da una parte abbiamo una crisi che sta facendo scomparire imprese e posti di lavoro, dall'altra abbiamo una evidente esigenza, come collettività, di mettere in sicurezza molte strutture pubbliche a partire dalle nostre scuole e più in generale da tante infrastrutture che necessitano di manutenzioni ordinarie e straordinarie. Siamo cioè prigionieri di una contraddizione che sta punendo non solo chi come noi lavora nel settore edile, ma anche tutta la comunità, che si trova a studiare, lavorare e vivere in un territorio con strutture pubbliche sempre più degradate e talvolta anche pericolose». «Per questo serve che le istituzioni – conclude Venturi – rilancino un piano di investimenti pubblici che facendo ripartire il nostro settore edile crei non solo nuova occupazione ma metta mano finalmente alle strutture e infrastrutture pubbliche per migliorare la qualità della vita di tutti i cittadini di Massa Carrara». —

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