Gioco
«Convocazione irregolare» L’opposizione lascia l’aula
Le minoranze contestano il carattere di “urgenza” della seduta e se ne vanno «Gravissima violazione delle norme, la maggioranza non può fare quel che vuole»
massa. Cosa c’è “urgente” e “straordinario” da discutere in questo consiglio comunale? “Niente”, dicono i consiglieri dell’opposizione. E abbandonano in massa l’aula. È un atto clamoroso quello delle minoranze che parlano apertamente di “illegittimità” nella procedura di convocazione della seduta consiliare.
“L’atto di convocazione dell’ultimo consiglio comunale, che si è tenuto lunedì sera, parlava di sessione “straordinaria e urgente”. Ma l’ordine del giorno non pare contenere atti che è “urgente” approvare nè argomenti “straordinari”. Così tutta la minoranza, per la prima volta unita, esce dall’aula e scrive al prefetto un esposto per “atto illegittimo”. Mentre la maggioranza prosegue il consiglio comunale da sola, votando tre provvedimenti (comunque importanti).
Il consiglio era fissato per il 20 gennaio, ma la convocazione del presidente Stefano Benedetti non era arrivata cinque giorni prima – come stabilisceil regolamento– bensì soltanto il 16 gennaio, cioè con soli 4 giorni di anticipo. «Per giustificare la convocazione arrivata tardivamente – spiega la consigliera Luana Mencarelli del M5S – Benedetti ci ha chiamati ad un consiglio straordinario e urgente, che nel nostro regolamento può essere convocato soltanto per approvare atti improcrastinabili, che se non adottati in tempo creerebbero un danno economico o generale alla città». Ma aprendo l’ordine del giorno, a quanto spiegano i consiglieri di minoranza, di urgente non c’era proprio nulla: l’approvazione del budget 2019-2021 (per il quale il consiglio era già in ritardo, poiché doveva essere discusso entro il 31 dicembre scorso); l’approvazione del regolamento per l’acquisto di beni e servizi mediante procedure sotto soglia (la cui discussione era già stata rimandata tre volte) e la razionalizzazione periodica delle società partecipate.
I consiglieri di opposizione entrano in aula e presentano una pregiudiziale, chiedendo il rinvio della seduta che, secondo loro, non ha i caratteri dell’urgenza. Il segretario generale Federico Cuccolini lascia decidere al consiglio, sostenendo che “nel regolamento non è specificato cosa si intenda per urgente” e la maggioranza respinge la richiesta, scegliendo di proseguire i lavori. A quel punto Stefano Alberti, Gabriele Carioli, Giovanni Giusti e Alessandro Volpi del Pd, con Dina Dell'Ertole, Sergio Menchini e Andrea Barotti (Alternativa civica), Luana Mencarelli e Paolo Menchini (M5S), Uilian Berti (Mdp) ed Elena Mosti (Volpi sindaco) abbandonano l’aula, rinunciando al gettone di presenza. «Stasera si è consumata la più grave violazione dei regolamenti consiliari che si potesse immaginare – accusano poi in un documento congiunto – Già in altre occasioni sono state poste in essere irregolarità da parte del presidente del consiglio e della maggioranza che, con l'avallo tecnico del segretario generale, hanno apertamente leso i diritti delle minoranze».
L'atto di convocazione- continuano i consiglieri- «non conteneva alcuna indicazione dei motivi che, secondo il regolamento comunale, dovrebbero essere di carattere improcrastinabile. In altre parole l'urgenza è stata definita a posteriori, con una votazione della stessa maggioranza. Questa è la gravità. Ciò significa che d’ora in poi i consigli comunali potranno essere convocati senza alcun rispetto delle norme, attribuendo alla maggioranza la prerogativa di fare quello che vuole. Faremo un esposto al Prefetto per un intervento in autotutela, che annulli un simile atto illegittimo». —
Manuela D'Angelo
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