Il Tirreno

l’analisi del presidente isr 

«Troppo Pignone-dipendenti maxi utili ma poco benessere»

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massa-carrara. La definisce la provincia del “potrei ma non voglio”. Così , in sintesi, il presidente dell'Istituto studi e ricerche della Camera di Commercio, Vincenzo Tongiani, ospite di Confartigianato, analizza i dati del rapporto economia della provincia di Massa Carrara.

«C’è l’enorme patrimonio del marmo, che potrebbe diffondere ricchezza e benessere su tutto il territorio. C’è il porto, che potrebbe diventare elemento strategico per una nautica che cresce e ha fame di spazi e sbocchi sul mare. C’è il turismo, eterno inespresso di una provincia che offre mare e montagna a colpo d’occhio senza riuscire mai a farli dialogare. C’è tanto. Ma abbiamo poco», sostiene Tongiani.

È una fotografia con poche luci e tante ombre quella che emerge dal rapporto economia intermedio relativo al primo semestre 2019 della provincia di Massa Carrara, realizzato dall’Istituto studi e ricerche della Camera di commercio.

«Anche gli ultimi dati del rapporto semestrale sembrano confermare una tendenza all’esportazione – ha evidenziato Tongiani – ma se andiamo a spacchettare vediamo che il risultato arriva da una fabbrica sola, il Nuovo Pignone. Altrimenti il resto del mondo economico locale segnerebbe un -15%».

La preoccupazione di un’economia legata a doppio filo a quella di una multinazionale solleva diversi interrogativi: «Sappiamo che possono spostare la produzione a seconda delle convenienze, senza grandi difficoltà, soprattutto se il territorio non supporta in maniera adeguata le richieste di nuovi spazi o infrastrutture».

Timidi segnali positivi arrivano dalle aziende di servizi alle imprese, «in particolare per le realtà dell’industria 4.0 che hanno a che fare con innovazione tecnologica, gestione big data, robotica. Si stanno creando nicchie importanti».

Si è poi passati all’analisi del lapideo che nei 6 mesi ha ottenuto «ottime performance per l’export nei blocchi e una flessione nel marmo lavorato. Il marmo nell’economia del territori rappresenta quasi il 50% di quanto esportiamo. Stiamo facendo un errore a quantificare il peso del marmo solo nel grezzo e nel lavorato, in termini di produzione e occupazione. In realtà attorno al mondo marmo esistono tante figure, un indotto mai quantificato e per questo abbiamo promosso al Comune di Carrara uno studio in tal senso, per capire in termini di valore e occupati il vero peso del lapideo nel territorio». Certo poi c’è il discorso della ridistribuzione della ricchezza: «Ci sono imprese del marmo che hanno grande redditività e la stragrande maggioranza delle persone questo benessere non lo vede».

Per quanto riguarda la portualità, «continua a mancare a tutta l’attività legata alla nautica che dopo anni di crisi ha ritrovato slancio importante e si è molto sviluppata».

L’emorragia del turismo: «Non siamo stati in grado di fare rete, di creare sinergia fra gli attori, fra la costa e la Lunigiana, ognuno viaggia per conto proprio», conclude Tongiani. —

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