Gioco
Quasi perfetto il falò di San Nicolò Da lassù Angiolino protegge i fuochisti
Iniziata la Disfida a Pontremoli con la pira bruciata di fronte al ponte Spagnoli. E il 31 gennaio risponde San Geminiano
I più romantici avranno visto negli strani "segni meteorologici" non una casualità ma la protezione di Angelo Moscatelli (per tutti Angiolino Pedrosa), lo storico fuochista di San Nicolò, scomparso pochi mesi fa (e ricordato con uno striscione dai san nicolini) che ha voluto dare una mano per l'ultima volta al suo rione facendo smettere di piovere proprio nel momento dell'accensione del falò, dopo che per tutta la giornata era piovuto. Solo dopo che la combustione della pira era ben avviata, la pioggia aveva ripreso il suo corso, come se Angiolino da lassù dicesse, “bravi ragazzi avete fatto un gran bel falò”.
Ed in effetti sulle rive del Magra di fronte al ponte Pompeo Spagnoli, dove si è disputato questo primo atto della Disfida dei Falò di Pontremoli, ancora una volta i fuochisti di San Nicolò hanno dato vita ad uno spettacolo superbo, capace di accendere nella notte un falò di una bellezza sfavillante nonostante le condizioni atmosferiche non fossero davvero favorevoli, anzi, due giorni di maltempo con raffiche di pioggia che hanno costretto i fuochisti (cui va un applauso straordinario, che per una volta deve unire anche i rappresentati della parte avversa di San Geminiano, perché riescono con una passione e una dedizione davvero ammirevole a mantenere viva una tradizione che poggia le sue fondamenta nei secoli passati) a montare l’imponente pira in condizioni proibitive e solo la consumata abilità di questi “angeli del fuoco” ha permesso che, con presupposti tanto avversi, tutto si svolgesse nei migliori dei modi e anzi che fosse un vero e proprio trionfo.
Quando, al segnale convenuto, i fuochisti distribuiti in cerchio hanno appiccato il fuoco alla catasta, una vampata poderosa si è sprigionata verso l’alto provocando un vero e proprio ruggito che si è diffuso tra lingue di fiamme altissime. Un falò che rispondeva a tutte le caratteristiche del falò "ideale", accensione uniforme, veloce nell'arrivare sino alla cima, con la fiamma dritta e senza produrre fumo, tutti requisiti rispettati appieno. I sostenitori di San Geminiano hanno replicato (ma fa parte della "liturgia" della Disfida, anche di fronte ad un falò quasi, come tutte le cose umane, perfetto, trovare quel "quasi" con cui provare a sminuire l'opera degli avversari) che ad un certo momento il falò si è come aperto e non ha bruciato in maniera uniforme ma si è diviso in due-tre tronconi. L’unico elemento che ha un po’ rovinato la festa agli spettatori è stato un fastidioso vento, che ad un certo punto si è irrobustito e ha portato una pioggia di scintille sul ponte, obbligando tutti ad un repentino arretramento per cercare di evitare i danni agli indumenti e agli ombrelli aperti per proteggersi dalla pioggia.
Un inconveniente che comunque non ha limitato la soddisfazione per il bel risultato ottenuto. Ma tutta la giornata pontremolese è ruotata attorno all’appuntamento del falò e il rione di San Nicolò è riuscito ad organizzare un momento di festa con l’offerta di cibi e vini locali, incontrando il consenso di tante persone che hanno colto la possibilità di fare una sosta con la prospettiva di un piacevole spuntino. Ed inoltre alla fine, c'è stato uno spettacolo pirotecnico che ha fatto alzare gli occhi verso il cielo ai tanti presenti alla manifestazione. Ora la “palla” passa ai rappresentanti di San Geminiano, chiamati a rispondere con il proprio falò in onore del patrono, fiamma accesa la sera del 31 gennaio sulle sponde del Verde. —
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