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A Massa

«Marina non finisce al pontile»: degrado rifiuti e abbandono nella zona campeggi

«Marina non finisce al pontile»: degrado rifiuti e abbandono nella zona campeggi

Con Ivo Zaccagna del Comitato cittadini tra le magagne di Bondano, Ricortola, Partaccia. «Vogliamo interventi mirati»

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MASSA. Non è polemica, solo constatazione di una realtà difficile da ignorare: le quattro frazioni di Marina - Ricortola, Bondano, Casone e Partaccia - sono alle prese quotidianamente con fenomeni di degrado, mancanza di sicurezza, a fare i conti con allagamenti o alluvioni. Ed è proprio in seguito all’alluvione del 2012 che si è costituito un Comitato di cittadini, che conta oggi 400 aderenti. "Marina di Massa non finisce al pontile", ripetono da Partaccia e dintorni, per sottolineare che la loro zona è troppo spesso dimenticata.

«Gli inviti all’amministrazione a intervenire - dice Ivo Zaccagna, presidente del comitato che ci accompagna tra le magagne della zona - li facciamo, ma dovrebbe essere l’amministrazione a visitare la zona a prescindere dall’essere sollecitata». Il Comitato chiede con forza una pianificazione condivisa di tutti gli interventi ancora da fare, con la possibilità per i cittadini di essere al tavolo delle idee. Tralasciando l’annosa questione dell’erosione e del rischio idraulico (che le nuove disposizioni di allargamento del Ricortola dovrebbero finalmente risolvere), uno dei problemi più grossi riguarda la mancanza, in alcune aree, della rete fognaria di acque bianche, per cui chi si trova allagata la strada o il giardino deve fare uso proprio di pompe senza avere uno scolo dove riversarla. Ma non solo.

«Vi sono strade come via Fortino San Francesco, via dei Campeggi, via Ricortola o via Zara che seppur riasfaltate, hanno il manto risulta sconnesso a causa delle radici degli alberi: un pericolo per anziani e passeggini. Alcune buche sono state chiuse ci sono ancora crateri - racconta Zaccagna - Nei pressi della Ugo Pisa, sotto il ponte di ferro trasversale, bisogna fare la gimkana per passare. C’è anche una zona transennata perché è caduta una canala con dei calcinacci e a guardare si vede lo stato di usura del ponte».Parlando di sicurezza ci sono due "ipotesi fattibili" avanzate dal Comitato per risolvere sia il problema delle radici dei pini, sia «quello di eliminare la distesa di ghiaia e sassi che che ogni mareggiata riversa sulla strada bloccandola per un paio di giorni per i lavori di pulizia delle ruspe e che «potrebbe essere risolta pavimentando la zona, con conseguente risparmio per le casse comunali».

«Il Parco del Bondano, che dovrebbe essere mèta di anziani e bambini è impraticabile e circondato da rifiuti di vario genere. I bidoni dell’immondizia sono gonfi e vecchi, auspichiamo la differenziata come nelle altre parti della città. La zona dell’Istituto Alberghiero, poi, tra stabili abbandonati, ponteggi e buche è davvero scoraggiante.Sulla spiaggia della Partaccia rimangono i resti della Beach Arena, creata per ospitare 8 campi di volley e abbandonati, 5 pali con una rete e una gradinata. Al centro, via dei Baracchini, è stato più volte suggerito di utilizzare lo stabile che ospitava la vecchia farmacia per un presidio di un corpo di sicurezza, anche solo d’estate, mentre invece resta disabitato.Poi rimane un grande sogno: restituire dignità a quel polmone immenso che è il parco Ugo Pisa. Potrebbe essere riportato al suo vecchio utilizzo di percorso ginnico attrezzato, ripristinando gli attrezzi ancora presenti e rimettendo i cartelli, magari dotarlo anche di punti ristoro e soprattutto di un defibrillatore Concepito come un parco ideale per corse campestri e riqualificarlo porterebbe prestigio e visitatori in quella zona».

È non si può ignorare ciò che circonda il parco, ovvero gli squallidi resti della ex-colonia, per la quale ancora non c’è invece una chiara idea sulla destinazione d’uso». --

 

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