La manifestazione
«Città piena di parcometri Perché qui dev’essere gratis?»
Riemerge al dibattito del Tirreno il campanilismo tra Marina e il centro di Carrara Un cittadino: vengono qui e non sborsano un centesimo
carrara. Un viale dritto dritto le unisce, sette chilometri di distanza. Lei, Marina, allungata sul mare, luminosa e aperta. L’altra, Carrara, quasi nascosta tra i monti, più impervia. Di lì non ci passi, ci devi andare. Stesso comune, stessa geografia politica, eppure se sei di Marina dal carrarino ti senti diverso. Così diverso da non capire perché loro, quelli che a Carrara ci stanno, possano scendere verso mare, parcheggiare e comprare senza spendere un soldo di posteggio. Invece a te, che a Marina ci vivi, tocca metter mano al portafoglio ogni volta che sali per andare in comune, all’Inps, in camera di commercio. Sì perché le istituzioni sono su, all’ombra della Apuane, a Carrara, dove il piano della sosta ha lasciato a posteggio libero sono qualche scampolo di città.
E venerdì sera, quella distinzione, tutta identitaria, tra marinelli e carrarini emerge con chiarezza al dibattito pubblico promosso dal Tirreno sull’istituzione di un centinaio di posteggi blu in largo Cacciatori. E così un cittadino, che ha scelto di sedersi in prima fila, ma il suo nome preferisce non dirlo, in una platea di marinelli che le strisce blu non le vuole, recita la parte del bastian contrario. Lui le vuole eccome. E non per un nuovo disegno di città, non perché immagini diversi flussi di traffico, ma perché ora basta con i carrarini che scendono a Marina e non sborsano un centesimo. Come se i soldi dei posteggi, Carrara o Marina, non finissero nelle solite casse di piazza Due Giugno. Eppure quel campanilismo estremo sembrava acqua passata, ricordo dei tempi dell’Unità di Italia quando qualcuno propose di unire Avenza a Marina e creare la Marvenza. E di lasciar Carrara a lle sue sorti. –C. S.
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