Gioco
1500 studenti in corteo a Massa. «Non vogliamo fare la guerra, ma inviare un messaggio con un’unica voce»
I rappresentanti dei vari istituti della provincia fanno fronte comune: «Chiediamo sicurezza dei luoghi e spazi sufficienti»
Massa. Il casus belli è stato il crollo di parte del solaio nella classe 3ª B del liceo “Pascoli” di viale Stazione. Un dramma sfiorato che ha alzato il volume di un allarme da tempo in corso (vedi la situazione dell’alberghiero di Marina di Massa), e che nessuno fin qui si è preso l’onere di spegnere. Fuori dalle chat e dai social, la piazza piena di studenti (circa 1500) nella mattinata di venerdì 17 gennaio a Massa ha detto una cosa su tutte, con tono acceso ma non turbolento: le nostre scuole cadono a pezzi - senza distinzioni o quasi - la sicurezza non è garantita, gli spazi non sono sufficienti.
[[atex:gelocal:il-tirreno:site:1.38348287:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.38348287:1652776209/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
I rappresentanti dei vari istituti parlano con una voce sola, stesse parole, stesse richieste. «Abbiamo urgente bisogno di sicurezza e di manutenzione costante, l’emergenza non può essere la regola, ma l’eccezione», ha detto per esempio Noemi Stefanelli, portavoce del “Minuto”. Dopo di lei sono intervenuti numerosi altri coetanei, riuniti nella Sala della Resistenza di Palazzo Ducale al termine del corteo studentesco. Leonardo Barni, sempre dell’alberghiero: «Non siamo scesi in piazza per fare la guerra, ma per mandare un messaggio alle istituzioni, speriamo che arrivi alla Regione e anche più in alto. Abbiamo dimostrato di saperci muovere insieme, di stare uniti, di avere un’unica voce». Sofia Tabarrani, che rappresenta il liceo “Pascoli” di Massa: «Siamo convinti che se ci muoviamo tutti insieme qualcosa possa cambiare. La nostra voce deve arrivare sempre più in alto. I crolli, le infiltrazioni, gli spazi inagibili: tutto questo deve finire».
[[atex:gelocal:il-tirreno:massa:cronaca:1.38348295:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.38348295:1652776209/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
[[atex:gelocal:il-tirreno:massa:cronaca:1.38348296:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.38348296:1652776208/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
Il mondo della scuola è in forte stato di agitazione, si è messo l’elmetto (non solo in senso metaforico) ed è pronto a combattere per vedersi garantito il diritto di frequentare luoghi accoglienti, sani e stabili. Futuro e non macerie. Anche perché non c’è struttura che si salvi. Per esempio lo scientifico “Marconi” di Carrara: «Siamo ospiti da cinque anni al “Galilei” di Avenza, dove però adesso non ci sono più spazi disponibili, e rischiamo di non poter più accogliere iscrizioni dal prossimo anno scolastico», fotografa la situazione Federico Niccolai. E ancora: al professionale “Barsanti” non sono agibili la palestra e alcune officine dove gli scolari imparano ciò che studiano in classe. La lista è lunghissima di chi patisce problemi di spazi e sicurezza: l’istituto tecnico “Zaccagna” di Carrara, a Massa gli istituti “Toniolo” e “Meucci”, il liceo “Fermi”.
[[atex:gelocal:il-tirreno:massa:cronaca:1.38348297:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.38348297:1652776209/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
Un grido di dolore anche dal liceo artistico e musicale “Palma” di Massa: «Facciamo lezione su tre sedi, non abbiamo spazi a sufficienza per tutte le attività del nostro percorso di studi, ci sono carenza di materiali e di strumentazioni di cui abbiamo necessità, non ci sono le scale antincendio, le passerelle e gli scivoli per i nostri compagni con disabilità. Non c’è alcuna manutenzione», hanno spiegato alcuni studenti di fronte al presidente della Provincia Gianni Lorenzetti (che ha proposto l’istituzione della Consulta provinciale dell’istruzione), ai rappresentanti dei genitori, ai docenti. Quella dell’edilizia scolastica, sul territorio ma anche altrove, è ormai una tragedia che si è compiuta, se le mura sono ancora in piedi è un segno del destino. Significa che il caso o la volontà di Dio concedono all’uomo altro tempo per rimediare. Maturità, ti avessi preso prima. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
