Attenzione
Studenti e non solo: 1500 in corteo «Lo Stato intasca, la scuola casca»
Folla ieri in centro per protestare contro la condizione delle strutture. E i genitori portavano il caschetto
Circa 1500 persone sono scese in piazza per chiedere risorse da destinare alle scuole. È successo ieri a Massa, dove un corteo ha attraversato il centro città. A formarlo erano studentesse e studenti degli istituti scolastici del territorio, alcuni genitori e anche dei docenti.
Partenza fissata alle 9 da piazza Garibaldi per la manifestazione studentesca organizzata direttamente dalle scuole. Il divieto di portare bandiere politiche è stato accolto da tutti i partecipanti alla sfilata e fra di loro, poche erano le persone over 50. A risaltare, tra i "millennials", il volto del presidente della provincia Gianni Lorenzetti, dall'inizio alla fine della mattinata al fianco degli studenti. Con loro, il presidente della provincia è entrato a palazzo Ducale e a lui, i manifestanti hanno rivolto la propria simpatia: "Lorenzetti uno di noi", diceva il coro intonato nei pressi del palazzo rosso di piazza Aranci.
Da piazza Garibaldi il corteo ha attraversato via Pascoli, viale Europa, via delle Mura Nord e via Dante. Si è fermato di fronte ad ogni scuola incontrata lungo il suo percorso per chiedere, a gran voce, partecipazione. Ma è stato anche un corteo silenzioso; assenti le canzoni e i richiami alla cultura politica. Tanta, invece, la musica pop risuonata dalle casse posizionate in testa al corteo. A riscaldare gli animi dei giovani di oggi c'era soprattutto la musica indie pop, in particolare quella di Calcutta. E non sono mancate le provocazioni durante la passeggiata.
Alcuni studenti si sono uniti all'associazione Trentuno Settembre nella realizzazione di alcune sagome lungo la strada che portava in piazza Aranci, sagome accompagnate dalla scritta "School crime". Provocatorie anche le tenute di alcuni genitori presenti alla manifestazione: muniti di caschetto antifortunistico giallo, come a temere che da un momento all'altro potesse cadere qualche calcinaccio dal cielo. Sono i genitori degli studenti del liceo “Pascoli” di viale Stazione, che hanno formato un comitato per essere aggiornati sullo stato di avanzamento dei lavori nella scuola, dove pochi giorni fa è crollato parte del solaio in una classe. Per tutta la durata della manifestazione il corteo è stato scortato dalle forze dell'ordine, un'ambulanza era a disposizione nell'eventualità di un imprevisto. La polizia municipale ha fermato il traffico per permettere l'attraversamento della città ai manifestanti, e la manifestazione si è realizzata in tutta sicurezza.
Arrivati in piazza Aranci i manifestanti si sono divisi. Alcuni studenti sono entrati a palazzo Ducale, altri sono rimasti in piazza esibendo i loro cartelloni: “State rubando i nostri sogni, saremo i vostri incubi”, si legge in quello più grande che era in testa al corteo. “Vogliamo la scuola sicura, come il sesso”, scrive un ragazzo. “Pretendiamo la nostra sicurezza”, rivendica una ragazza. “Mentre lo Stato intasca, la nostra scuola casca”, accusa le istituzioni un altro cartellone esposto. E ancora: “Questa non è scuola”, “Stop (D)istruzione”, questo il tono di una protesta forte e colorata, ma sempre pacifica e civile. —
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