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Da Massa ai mari del mondo: adesso è il mago dei coralli

Manuela D'Angelo
Da Massa ai mari del mondo: adesso è il mago dei coralli

Lorenzo Bramanti, biologo marino e ricercatore del Cnrs francese, si racconta: «Vivo all’estero perché c’è più meritocrazia. Torno solo per la mia famiglia»

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MASSA. Passa la maggior parte delle sue giornate immerso nei mari di tutto il mondo a studiare i coralli; è uno dei ricercatori più apprezzati, torna a casa, a Massa, solo per vedere mamma, papà e qualche amico caro per raccontare le sue ultime scoperte. Lui si chiama Lorenzo Bramanti, 47 anni, ex studente del liceo classico Pellegrino Rossi, laureato in biologia, cervello in fuga dopo il dottorato di ricerca all’Università di Pisa, borsista Marie Curie Post Doctoral a Barcellona, ricercatore in un progetto della National Science Foundation, in California, e molto altro ancora fino al Cnrs (Francia), dove lavora dal 2006 come ricercatore senior sull'ecologia funzionale delle tettoie gorgonie, nel Mar Mediterraneo e nei Caraibi.

La sua pagina facebook ufficiale è un tripudio di articoli, interviste, video meravigliosi tra i fondali, fotografie di coralli indescrivibili, e la testimonianza di un lavoro bellissimo, a contatto con quella natura che troppe volte l’uomo cerca di distruggere. La ricerca di Lorenzo Bramanti è sempre stata incentrata sui coralli, dai singoli alle popolazioni, per capirne le dinamiche e prevederne i mutamenti, a causa dei cambiamenti climatici e degli scenari di disturbo umano. Ad esempio, in pochi sanno che i coralli si generano solo per meno di un'ora all'anno e quando accade, Bramanti, non da solo ovviamente, si prepara a lunghe ore di immersioni notturne per documentare il raro evento; immersioni che avvengono sul pendio esterno della barriera corallina e con l’utilizzo di una capsula, che consente di “fare la guardia” alla deposizione delle uova, poiché è difficile per gli scienziati sapere esattamente il momento in cui avverrà il lieto evento. Pazienza e amore per il mare gli ingredienti che servono a condire la straordinaria esperienza.

Lorenzo è un esperto di gorgonie, «coralli con lo scheletro morbido, che hanno forme arborescenti e formano  - ci spiega - d vere e proprie foreste sottomarine. Sono parenti stretti dei coralli, quindi sono animali, e non piante, ma hanno l’aspetto di foreste. Quale è la novità?- continua- Se consideriamo le popolazioni di gorgonie come delle foreste, possiamo applicare tutti gli strumenti intellettuali e teorici sviluppati nell’ecologia forestale, allo studio delle popolazioni marine. E così possiamo studiare le gorgonie come se fossero delle foreste ed applicare molti dei concetti sviluppati per la più avanzata ecologia forestale terrestre».

La sua passione nasce da piccino: «Mio nonno era un subacqueo - racconta - come anche mio padre, mio zio e mia zia. Ho passato tutte le estati della mia vita a Portovenere, dove ho imparato a nuotare, immergermi, pescare, veleggiare e navigare. Mentre da parte di mamma c’era il bisnonno professore universitario, così come il nonno e lo zio. Quindi una parte della famiglia mi ha trasmesso la passione per il mare e l’altra quella per la voglia di imparare: una miscela esplosiva che ha generato un biologo marino».

Per sopravvivere, insieme ad altri biologi senza soldi, ha fondato la società per il charter nautico Seaproject (www.seaproject.net) e la prima barca la comprò con i fondi di Sviluppo Italia: «Sì, ci chiamano cervelli in fuga - continua - In alcuni casi la ricerca in Italia è di alto livello, ma penso che il nostro Paese dia meno possibilità di altri e le generazioni di oggi sono ancora più penalizzate, rispetto a noi. In Francia, per esempio, ci sono molte più possibilità, più meritocrazia, più fondi per la ricerca. Prima di approdare in Francia, però, ho lavorato in Spagna, In California, a Taiwan ed un po’ in Djibouti. In Francia è il luogo in cui ho trovato la posizione permanente di ricercatore e dove quindi ho deciso di fermarmi. E poi la Francia è il secondo paese al mondo per estensione di barriere coralline, dopo l’Australia. Quindi quale miglior posto per chi studia i coralli se non questo?. Molti dei miei amici - conclude - sono emigrati come me, ma altri sono rimasti a Massa, come anche la mia famiglia. Ritorno essenzialmente per vedere loro, mia madre, mio padre, mio fratello e la mia nipotina. Il mio mare è nel Golfo dei Poeti, dove ho imparato tutto quello che so fare meglio nella vita». —

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