Il Tirreno

la città che non va

Nell’ex segheria degrado e lastre abbandonate

Alessandra Poggi
Nell’ex segheria degrado e lastre abbandonate

Quello che era un laboratorio, dicono nella zona di via Carriona alcuni residenti, è preda dell’incuria e c’è anche il pericolo che i pezzi di marmo possano franare

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. Doveva essere la casa dei loro sogni, quella dove allevare i loro due bambini piccoli, per farlo si sono anche trasferiti, e invece per una coppia residente in via Marina la casa dei sogni si è trasformata in una prigione. Senza sbarre ma con sbocco su una discarica.

Succede ad Avenza in casa di Giada Onorati e di suo marito Fabrizio, prigionieri della sporcizia e dell'incuria di un privato. Parliamo dell'ex laboratorio per il taglio delle lastre di via Carriona angolo via Covetta, una vergogna a cielo aperto che invade anche il suolo pubblico.

All'interno dell'ex laboratorio (chiuso da oltre 20 anni) si sono formate stratificazioni di terra, ci sono rovi ovunque, alcuni negli anni sono diventati alberi, ci sono lastre persino sulla via Carriona. Per non parlare dei ratti, che in quell'ambiente hanno trovato facile ospitalità.

Il problema è che la famiglia della signora Onorati con tutto questo ci deve convivere quotidianamente, nonostante segnalazioni ad enti di ogni tipo e persino delle denunce da parte di tutto il vicinato.

Il retro della sua casa, confina proprio con questo deposito: «una cosa assurda - commenta Giada - è ancora più assurdo è che nessuno possa farci niente. Ho chiamato molti enti ma la risposta è sempre la stessa. Si tratta di proprietà privata e non possiamo intervenire. Però noi dobbiamo convivere con questa sporcizia e con i ratti».

Sporcizia ma anche un pericolo. Le lastre di marmo ormai annerite dallo smog e dal tempo si trovano anche lungo il primo tratto di via Carriona, sia dalla parte sinistra sia dalla parte, dove insiste un altro laboratorio abbandonato.

Ci spostiamo su via Argine Destro per parlare con Gianfranco Rosini dell'omonima tappezzeria, che ci fa notare che anche in questa zona un privato non pulisce il suo terreno.

Un terreno dove le canne sono cresciute a dismisura invadendo anche la pubblica via.

E se questa incuria sul lato destro riguarda un privato, non se la passa meglio il lato sinistro, quello di competenza comunale. Noi avevamo già segnalato nei mesi scorsi la presenza di erbacce alte e la piccola discarica che costeggia il fiume, ma come fa notare Gianfranco Rosini: «tutto è rimasto uguale. Verso i Natale - spiega - è venuta una pattuglia della municipale a fare un sopralluogo, ma a conti fatti non è mai venuto a pulire nessuno. E noi ci ritroviamo a vivere a contatto con questa degradante realtà. Oltre alla sporcizia e alle erbacce in via Argine Destro passano molti camion carichi di blocchi o lastre di marmo, da quello che sappiamo dovrebbero passarne solo sei il giorno - mentre eravamo sul posto ne sono passati tre in meno di 10 minuti - ma ne passano molti, ma molti di più. Spesso questi camion non riescono a passare perché ci sono le auto parcheggiate lungo la strada - prosegue Rosini- è di conseguenza il traffico si paralizza. Come ultima cosa - conclude - vorrei segnalare che la strada è completamente al buio».

Concludiamo il tour spostandoci in pieno centro, in via Giovan Pietro dove la situazione di fatiscenza della palazzina della ex Cat si commenta da sola. —



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