Il Tirreno

dai carabinieri 

Il ladro di merendine beccato dopo sette colpi Aveva preso di mira l’Asl

Il ladro di merendine beccato dopo sette colpi Aveva preso di mira l’Asl

Entrava di notte al distretto sanitario forzando la porta o le finestre al primo piano Ogni furto fruttava 200 euro, è un 47enne di Pontremoli

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pontremoli. Un metodo infallibile che stava mettendo in ginocchio l’Asl a Pontremoli, perché quel ladro di merendine (in realtà d’incassi del distributore) sembrava un fantasma. Entrava e usciva a suo piacimento, la notte, e puntualmente arraffava qualcosa. Infallibile fino a prova contraria, perché i carabinieri hanno posto fine alle sue scorribande arrestandolo.

I carabinieri della stazione di Pontremoli hanno arrestato un 47enne del luogo, già conosciuto alle forze dell’ordine, poiché ritenuto responsabile di ben sette furti commessi dentro i locali del distretto sanitario in via Mazzini, tra il mese di agosto 2018 e il mese di novembre 2019. Una serie che era rimasta finora interrotta.

La tecnica utilizzata dal malfattore era ormai consolidata: entrava di notte all’interno degli uffici dell’Asl, forzando la porta “antipanico” o le finestre poste al primo piano, per poi dedicarsi a “scassinare” le macchinette erogatrici di bevande per prelevarne gli incassi; ogni “colpo” fruttava circa 200 euro. Puntuale come uno stipendio da riscuotere, il ladro entrava e faceva suo i soldi lasciati dentro le macchinette durante la notte.

Le indagini dei carabinieri non sono state semplici, ma la visione delle immagini dell’impianto di sorveglianza dell’Asle le testimonianze dei cittadini, raccolte subito dopo la commissione dei furti, hanno permesso di dare una svolta ben precisa alle attività investigative e raccogliere molteplici “fonti di prova” che sono state prodotte al pubblico ministero Alessia Iacopini.

Il cerchio si è stretto piano piano attorno all’uomo finché per gli investigatori non ci sono più stati dubbi sul fatto che proprio lui fosse l’autore della serie di furti al distretto sanitario.

A quel punto la dottoressa Iacopini sua volta ha chiesto e ottenuto dal giudice Dario Berrino le misura degli arresti domiciliari presso la propria abitazione senza nessuna possibilità di allontanarsi dal domicilio senza la preventiva autorizzazione dell’autorità giudiziaria.

L’uomo è stato rintracciato e arrestato e dopo le operazioni di rito tradotto presso la propria abitazione. —



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