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Processo alluvione Aulla, ancora un rinvio: i giudici oberati dalle udienze

Libero Red Dolce
Processo alluvione Aulla, ancora un rinvio: i giudici oberati dalle udienze

L'omicidio colposo è prescritto ormai da tempo. A marzo si ricomincerà con un'altra giudice. E i morti aspettano giustizia

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AULLA. Contare i rinvii del processo per l’alluvione di Aulla è diventato un esercizio ozioso. La cronaca si fa stantia, annoia, due morti - Enrica Pavoletti e Claudio Pozzi - che rimangono sullo sfondo della ritualità da aula. E però ancora una volta il processo, previsto ieri in aula, viene rinviato con assegnazione all’ennesimo giudice. Prossima udienza il 3 marzo prossimo, affidata alla giudice Valeria Vincenti.

L’ultimo magistrato a celebrare il processo fu la dottoressa Valentina Prudente, da qualche mese assente dal lavoro per gravidanza. Era lo scorso giugno. Poi una serie di rinvii, la decisione del tribunale di affidarlo alla dottoressa Antonella Basilone e l’impressione che si potesse finalmente ricominciare. Ieri però la sorpresa per il team di legali delle difese: il processo slitta di nuovo, sul ruolino della giudice Basilone l’udienza non c’è. In compenso ci sono 82 udienze filtro, a testimoniare lo stato di sovraccarico del lavoro che i magistrati in forza a Massa devono fronteggiare. E così tocca alla dottoressa Elisabetta Congiusta comunicare il rinvio e la nuova assegnazione alla giudice Vincenti.

La difficoltà della situazione e le carenze di organico sono testimoniate d’altronde da un documento firmato dal presidente del tribunale Paolo Puzone lo scorso 11 novembre, in occasione del congedo della giudice Prudente e della conseguente riorganizzazione dei procedimenti a lei assegnati.

Il processo per l’alluvione di Aulla è indicato tra quelli pendenti «complessi e vetusti» in relazione anche «all’esigua pianta organica della sezione (5 magistrati togati compreso il presidente e due gip/gup)oltre alla condizione di sofferenza del settore dibattimentale».

Aulla è dunque una priorità per via dell’importanza dei fatti in questione e del loro risalire indietro nel tempo. Ma ogni giudice è gravata da almeno 200 provvedimenti a testa, con picchi di 400 e 500.

E così per i fatti di Aulla, già da qualche tempo, sono prescritti i termini per l’omicidio colposo e non ancora quelli per il disastro colposo. Ripartendo però c’è il rischio di dover risentire tutti i testimoni e in ogni caso l’istruttoria dovrà ricominciare. Fare giustizia, nonostante le priorità assegnate, sarà molto dura. —
 

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