«Io sono contraria: in questo modo propinano un’altra tassa»
Carla Gianfranchi è un volto noto a Marina di Carrara, è stata esponente del consiglio dei cittadini e anima di AmareMarina
Altro giro, altra “tassa”. Se per alcuni l'introduzione degli stalli blu a Marina di Carrara sta diventando un rebus complicato, ancora incerto su modalità e tempistiche, c'è chi taglia corto e cataloga la scelta – confermata da piazza Due Giugno – come «un'altra tassa per i cittadini». Carla Gianfranchi è un nome (e un volto) noto a Marina di Carrara, per il suo impegno nelle tematiche più “calde” del litorale, dai consigli dei cittadini (ormai ex) all'associazione “Amare Marina”, tra il Waterfront, la questione pini, il porto, per citare solo alcuni punti.
Carla Gianfranchi, favorevole o contraria agli stalli blu?
«Contraria, sia nelle modalità, sia nei contenuti».
Ci spieghi.
«Nei modi perché non condivido le tempistiche e il fatto di non aver ascoltato i cittadini su un delicato argomento; nel contenuto perché trovo sbagliato far pagare in quell'area e se è stata individuata in via Werther Cacciatori la zona, solo per poterla liberare dai camper, ebbene si sappia che c'è un codice in cui viene sancita l'esistenza di una zona camper nel Comune».
Contraria tout court; però Marina di Carrara è l'unica area sul litorale, da Viareggio a Fiumaretta, dove non si pagano i parcheggi in estate.
«Lo so bene. Ma non possiamo paragonarci come turismo, come appeal, a certe località. Abbiamo una storia e delle caratteristiche diverse. E poi, me lo lasci dire, ma per imitare le zone più chic, per aumentare l'appeal in chiave turismo si deve cominciare dall'introduzione dei parcheggi a pagamento? La trovo una scelta sbagliata, ripeto, con tutti i problemi che ultimamente ha Marina...».
Però l'esperimento si limiterebbe a meno di 100 posti di fatto.
«Appunto, e a cosa porterebbe l'esperimento? A nulla. Non ci vedo introiti così clamorosi e incisivi. E quindi...».
E quindi?
«Non è assurdo pensare che, provata una prima una zona, si possa allargare il discorso a tutto il litorale di Marina. Che poi quello che non si capisce in realtà dovrebbe essere chiaro: a pagare saranno i cittadini di Carrara. Proprio quelli che non sono stati ascoltati si troveranno a pagare il ticket per andare al mare, oltre quello che pagano già a Carrara centro. Questo perché a Marina di Carrara la maggior parte delle persone che vanno al mare sono di qui. Poi ci sono anche altri aspetti».
Quali per esempio?
«Diventa un’altra tassa. Perché lo ripeto qui l'appeal turistico è poco e pagherebbe il cittadino. Con il rischio che la cosa possa estendersi. Io non penso poi che si utilizzeranno maggiormente la bicicletta e il mezzo pubblico. Anzi partirà la “caccia” al parcheggio gratuito più vicino, con una ricaduta negativa sull'ambiente con un numero di macchine in aumento alla ricerca del posto libero. Altro colpo all'ambiente, dopo i pini».
Perché i pini?
«E sì, perché io non vorrei che al posto dei pini poi nascano dei parcheggi...a pagamento. Non trovo questa cosa degli stalli una priorità, Marina ha bisogno di altro, eppure si discute di questo». E di cosa ha bisogno?
«Io credo che certe decisioni vadano prese ascoltando i cittadini perché sono quelli che per primi “pagano” le scelte. E allora ci dicano quali sono le intenzioni serie sul territorio. Un esempio: verde pubblico trascurato, camion che continuano a passare da viale Colombo e non vado oltre perché è già abbastanza. Ecco, con i parcheggi blu saremo più chic?». —L.B.
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