Sicurezza
Gli ambientalisti insistono: illegittime quelle concessioni
MASSA. «Se pretendere il rispetto delle procedure, del codice dell’Ambiente e del paesaggio è “salire in cattedra”, allora siamo in cattedra». Così Cai, Grig, Italia Nostra, La Pietra Vivente replicano al presidente del Parco Apuane Alberto Putamorsi. Sulla questione delle Pronunce di compatibilità ambientale che, secondo gli ambientalisti, sarebbero state rilasciate dal Parco in modo illegittimo, Franca Leverotti a nome delle associazioni, cita l’ avvocatura regionale secondo cui “in base alla normativa su richiamata si ritiene non possa configurarsi l’ipotesi di una Pca incompleta, né la possibilità per l’ente Parco di rinviare l’acquisizione dei pareri e dei contributi …ad un momento successivo al rilascio della Pca».
Sulla cava Biagi: «Il Parco non ha impedito la riapertura della Biagi che aveva scavato senza autorizzazione, favorendo l’esistenza di una nuova cava nel territorio che deve tutelare e non rispettando il Piano integrato regionale.La modifica dei confini di cava Romana, poi, qualunque estensione abbia, sana la linea di confine errata tracciata dal professionista e approvata dagli enti. La procedura non è legittima perché non è stata approvata dal consiglio regionale.
Sul bacino del Monte Cavallo gli ambientalisti ricordano che per il Pit “non sono ammesse ulteriori autorizzazioni all’escavazione sul versante visibile dalla costa“. La sentenza del Tar riferita a questa area puntualizza anche che “il divietodi prosecuzione dell’attività estrattiva sopra i 1.200 m anche per le cave sotterranee ha il fine di tutelare un aspetto del paesaggio con riferimento all’integrità delle falde e alla stabilità dei versanti che potrebbero essere compromesse anche da scavi sotterranei. Infine la galleria di Minucciano approvata dal Parco in area Zps contravviene anche a quanto disposto dal Mibact nel 2013 che vieta opere interrate in aree vincolate». —
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