Gioco
«Belle le nostre montagne, ma insidiose». Il Cai mette in guardia sui rischi delle Apuane
Il presidente Sauro Quadrelli: «Il versante massese è scosceso, spesso pieno di sassi. Attenzione sempre alta»
MASSA. Belle, bellissime le nostre Apuane, ma insidiose. Montagne che non ti consentono mai di abbassare la guardia, che ti obbligano alla massima concentrazione. In ogni stagione: «Le Apuane - è la sintesi di Sauro Quadrelli, presidente del Cai massese - sono meravigliose, ma non possiamo nascondere che, accanto a tanta meraviglia, ci siano i rischi». Quadrelli la dinamica dell’incidente costato la vita a due escursionisti non la conosce, conosce però la zona in cui quell’incidente è avvenuto: «La cresta dell’alto di Sella è uno dei tratti più esposti delle Alpi Apuane anche perché è uno dei più alti. Lì inciampare è facile. Non dimentichiamo che il versante massese è ripido e scosceso. I rischi ci sono». E vanno conosciuti e gestiti.
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A chi va in montagna, il presidente del Cai ricorda che «l’attenzione non può mai venire meno. Il Club alpino - spiega Quadrelli - organizza uscite, ma lo fa sempre in base alle competenze di chi partecipa. Non è un caso che le nostre escursioni siano classificate in base alla difficoltà del percorso». Insidioso il versante massese delle Apuane perché - esposto verso il mare - spesso è risparmiato da neve e ghiaccio. I sentieri si percorrono senza picozza e ramponi e la cosa fa presumere che le escursioni siano più semplici, richiedano minor esperienza e attrezzatura: «In questo momento - conferma, infatti, Quadrelli - non c’è neve. I rischi, però, rimangono». Anche perché «la parte più superficiale del monte è spesso fratturata e inciampare è facile». Rotture, spaccature e tantissimi sassi. Non si cammina su terriccio o foglie, come nei boschi, ma - nelle parti più esposte - si procede su massi che si muovono. Cadono. Sono pericolosi per chi percorre la via e rischia di cadere e per chi si muove lungo i sentieri sottostanti e rischia, invece, di essere ferito da una di quelle pietre. È un percorso così, pieno di sassi, quello lungo il quale ieri sono morti due escursionisti lucchesi. Lo conferma anche il Sast, il soccorso alpino e speleologico: «Sul Sella c’era una ferrata che è stata chiusa perché cadevano pietre dall’alto. Da quelle parti ci sono molte capre di montagna, percorrendo i versanti muovevano sassi e gli escursionisti sulla ferrata rischiavano di esserne colpiti». Sassi, quindi, ma anche l’umidità: «Questa mattina (leggi ieri ndr) - esemplifica Quadrelli - abbiamo organizzato una escursione in Brugiana. Un sentiero tranquillissimo in cui l’unica difficoltà era la fatica della salita. Eppure in tutte le zone d’ombra si era formato uno strato di ghiaccio che andava evitato con massima attenzione».
Attenzione, dunque, attrezzatura adatta e conoscenza del territorio. E se capita che gli escursionisti si leghino - anche marito e moglie precipitati ieri erano “in cordata” - Quadrelli spiega che legarsi non sempre protegge dai rischi: «Essere legati può dare sicurezza al compagno o alla compagna di escursione più timoroso, ma non dimentichiamo che chi tiene l’altro deve aumentare ulteriormente l’attenzione perché se cade, spinge a terra anche chi è con lui». —
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