Sicurezza
Tam Cai ad Erich Lucchetti: «La sostenibilità non c’è»
MASSA. Tutela Ambiente Montano Cai (Tam Cai) Massa replica ad Erich Lucchetti, presidente degli industriali e lo fa con toni forti contestando la sua idea di sostenibilità e definendo miope la sua visione: «Ci preme chiarire - si legge in una nota - che gli organizzatori della manifestazione di sabato non ha etichettato come “rapinatori” gli industriali del marmo. Non è quello il nostro ruolo e il nostro intento, se c’è illegalità nel mondo del marmo non spetta a noi dirlo, ma agli organi preposti che ci pare nel recentissimo passato abbiano fatto dichiarazioni nette circa quello che succede nel mondo del lapideo: le parole del procuratore Aldo Giubilaro in udienza parlamentare le ricordiamo tutti, così come ricordiamo cosa dichiarò sulla stampa a seguito delle indagini della Capitaneria di Porto. Se il presidente di Confindustria - prosegue il Tam Cai - ritiene che il modello produttivo applicato oggi sul nostro territorio sia virtuoso, noi non possiamo che prenderne atto. Prendiamo atto che, dati del comune di Carrara alla mano, le prescrizioni previste dalla normativa regionale circa la percentuale di blocchi sul totale estratto sono regolarmente violate. Negli ultimi 10 anni questa percentuale è stata sempre inferiore al 25% previsto e non è mai andata sopra il 17%. Cioè si ritiene “sostenibile” e “virtuoso” un modello produttivo in cui gli scarti sono l'83, l'87% di quanto si “cava”, dalla montagna. Prendiamo atto che si lasciavano sui versanti i detriti di escavazione, quando da 20 anni è vietato: studi idrogeologici hanno evidenziato connessione tra la “non cura” dei versanti apuani e le recenti alluvioni a valle».
E ancora: «Prendiamo atto che l'impatto economico e sociale sul territorio di questo modello dovrebbe portare tutti, nessuno escluso, a fare serie riflessioni. I dati sull’occupazione, sulla mortalità di impresa del settore lapideo, ricavabili dalle rilevazioni del Fondo Marmo, ci dicono che sono stati persi negli ultimi 25 anni il 30% dei posti di lavoro, soprattutto in quei settori con maggiore produttività, cioè nella lavorazione: nel 1994 operavano 265 ditte nel lapideo con 2.772 dipendenti, nel 2018 175 ditte e 1.786 dipendenti. Sono spariti 1.000 posti di lavoro di cui 918 in segherie, laboratori e piccole aziende di trasformazione: è sparito il 40% della piccola impresa locale che era fiore all'occhiello di Carrara, della capitale mondiale del marmo che oggi possiamo ribattezzare capitale mondiale del marmo in polvere. Prendiamo infine atto - prosegue con toni forti la critica a Lucchetti - che l’imbiancamento dei fiumi e la compromissione delle sorgenti per le infiltrazioni di marmettola, alla cui depurazione e potabilizzazione pensano le tasche degli utenti di Gaia, fanno parte del modello virtuoso e sostenibile. Visto i toni trionfanti di Lucchetti, sia per la sostenibilità ambientale delle imprese, che per la loro sostenibilità sociale, prendiamo atto che questa è la visione condivisa dagli industriali sul futuro delle Apuane, visione che ci permettiamo di contestare in tutte le sedi, anche in piazza, volendo pensare che un'alternativa a questa visione miope esista». —
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