Gioco
Persiani: basta politica nella Fondazione E si segua il ministero
Dopo la notizia pubblicata da Il Tirreno riguardante una lettera del Mef (ministero Economia e Finanze) indirizzata alla Fondazione Cassa di risparmio di Carrara, per mettere in ordine le quote rosa del suo cda, tutto al maschile, il Comune di Carrara e quello di Massa hanno drizzato le antenne: «Non ci stupisce- aveva detto ieri il sindaco De Pasquale - Le nostre obiezioni erano fondate».
E oggi si aggiunge ai commenti il sindaco di Massa, Francesco Persiani: «La Fondazione - inizia - è un ente di fondamentale importanza per la crescita e lo sviluppo del nostro territorio. Per questo non si riesco a comprendere le ragioni delle polemiche comparse in questi giorni. Non è certo la Fondazione il luogo o il contesto nel quale scatenare un dibattito politico che appare peraltro ancorato a logiche faziose e superate. L’amministrazione che mi onoro di guidare ha sempre ritenuto, piuttosto, che il compito della Fondazione sia quello di utilizzare le importanti risorse a sua disposizione (seppure intaccate dalle scellerate decisioni del passato) per la promozione dell’intero territorio provinciale nel suo complesso. Occorre quindi che si prenda atto delle indicazioni del Ministero dell’Economia circa il mancato rispetto della quota di genere nel consiglio di amministrazione, ed è il Comitato di indirizzo che, istituzionalmente, ha il compito di affrontare la questione sotto ogni profilo, compresi gli aspetti giuridici, al fine di garantire sia la doverosa rappresentanza di tutti i generi negli organi, sia la concreta operatività dell’ente nei mesi a venire».
Secondo Persiani però «mai all’interno del Comitato di indirizzo è stata sollevata la questione del mancato rispetto della quota di genere all’interno del cda; la discussione ha sempre riguardato invece le designazioni dei membri del Comitato di indirizzo. Inoltre, come noto, non è mai stata presentata formalmente una candidatura diversa da quella del dottor Isoppi, mentre fu soltanto riportato sulla stampa il nome di un potenziale candidato alternativo che, per quanto autorevole, è pur sempre persona di sesso maschile. Stupisce - continua - che le polemiche provengano da soggetti che hanno rivestito, negli anni scorsi, importanti ruoli nella Fondazione Cassa di Risparmio, anche perché, occorre ricordarlo, tre membri su cinque del consiglio di amministrazione in carica sono stati indicati dal precedente comitato di indirizzo, tutti di sesso maschile; a quegli stessi soggetti, espressione delle forze politiche che hanno amministrato il territorio per anni e che hanno sempre avuto poco rispetto dell’autonomia della Fondazione, occorrerebbe, semmai, chiedere conto delle avventate decisioni che hanno provocato il depauperamento del patrimonio dell’Ente negli anni passati. Lasciamo dunque lavorare serenamente gli organi della Fondazione- conclude Persiani- ma invito chi ha responsabilità istituzionali a favorire per quanto possibile una soluzione condivisa, e ciò non può che valere anche per chi riveste importanti ruoli all’interno della stessa Fondazione, che farebbe bene ad evitare dichiarazioni estemporanee in una fase così delicata». Regolamento e Statuto della Fondazione, lo ricordiamo, prevedono che sia garantita la rappresentatività degli stessi due generi nella misura minima del 30% per ciascuno. Oggi nel cda siedono cinque uomini, compresi il presidente e il vice presidente. —
Manuela D’Angelo
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google