Sicurezza
Il Comune di Massa vuole acquisire il Castello. Ma intanto lo chiude
Il Malaspina resterà off limits almeno per un mese per fare sopralluoghi. Il municipio tratta per ottenerne la proprietà tramite il federalismo fiscale
Massa. Il Castello Malaspina resterà chiuso almeno fino alla metà di febbraio. A deciderlo è stato il sindaco Francesco Persiani che, in previsione di pubblicare un bando per la sua gestione, ha voluto chiudere l'antica dimora dei Malaspina per permettere ai tecnici del Comune di realizzare alcuni sopralluoghi. Sopralluoghi che daranno modo all'amministrazione di comprendere la natura degli oneri necessari a sostenere i costi di manutenzione della struttura, visto che in programma, come annunciato nel consiglio comunale del 18 dicembre scorso, c'è l'acquisizione da parte del Comune del castello.. «Non si tratterà di un vero e proprio acquisto – precisa Persiani – attraverso il “federalismo demaniale”, lo Stato permette di trasferire un bene al Demanio comunale. Non c’è quindi passaggio di soldi ma c'è un trasferimento di proprietà di un bene, con il suo valore ma anche con gli oneri che porta con sé». Un percorso iniziato qualche mese fa, spiega Persiani: «In accordo con la Soprintendenza di Lucca abbiamo attivato questo percorso già da alcuni mesi e l'ente ha accolto favorevolmente la nostra richiesta».
Nel frattempo, il 31 dicembre è scaduta la convenzione che legava l'ente che gestiva lo spazio, l'Istituto valorizzazione castelli, al Comune di Massa. Inizialmente sembrava che nonostante la tensione tra i Ivc e Comune si potesse arrivare ad una proroga del servizio almeno fino a metà marzo. Ora il sindaco smentisce questa possibilità. «Ho dato indicazioni di chiudere il castello almeno fino a metà febbraio per diversi motivi. Prima di tutto dovremo fare una verifica così da proseguire il percorso attivato per tornarne in possesso, gli uffici dovranno valutare le opere di manutenzione da fare e i permessi da richiedere alla Soprintendenza. E dovremo anche approfondire il piano per realizzare l'ascensore, altrimenti rischiamo di perdere finanziamenti».
Chiusura per almeno un mese, dunque, poi l'amministrazione intende passare alla stesura di un progetto per la gestione del castello che potrebbe allacciarsi a quella del museo Guadagnucci. «Abbiamo già deliberato in giunta degli atti di indirizzo – continua Persiani - che prevedono che sia la gestione del castello Malaspina sia del museo Guadagnucci, entrambe dovranno avvenire con un bando ad evidenza pubblica. Ora dobbiamo capire se unire i due beni nella stessa gestione oppure no». Poi un commento rivolto all'Istituto Valorizzazione Castelli e alle 5 persone (un custode, un’operatrice delle pulizie e un bigliettaio e 2 guide turistiche) che con tutta probabilità vedranno interrompere il rapporto di lavoro in essere per la gestione del Castello. Mi spiace molto dover interrompere questo rapporto anche se la gestione era ormai in scadenza. Credo però che quel procedimento non fosse corretto. Nel frattempo stiamo valutando una sorta di affidamento temporaneo breve ma in questo momento non parlerei di proroga». —
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