La protesta
Gozzani (Cgil): il fattore umano deve ritornare al primo posto
carrara. «Il sentimento che provo oggi è di angoscia, sgomento e rabbia. Questa non è fatalità, ci sono delle responsabilità. La sicurezza deve essere messa al primo posto».
Lo dice senza mezzi termini Paolo Gozzani, segretario provinciale della Cgil.
«Questo è il secondo infortunio in cava dall’inizio dell’anno, in un contesto in cui gli infortuni sul lavoro a livello nazionale fanno registrare dati sconfortanti - continua Gozzani - La salute dei lavoratori deve trovare cittadinanza nel nostro paese e invece il clima che si respira, in generale, non è positivo: nei posti di lavoro spesso non si denuncia per paura di rimanere a casa. Non è questa la mentalità giusta».
Da un quadro generale, preoccupante, Gozzani torna a parlare dell’infortunio in cava in cui è rimasto vittima (con traumi al bacino e agli arti inferiori) l’operaio 37enne di Massa.
«Credo che questo secondo infortunio in cava, a distanza così ravvicinata, debba fare riflettere tutti: l’Asl, i servizi ispettivi, le istituzioni e anche il sindacato - continua il segretario provinciale della Cgil - Questi due incidenti a inizio anno dimostrano che c’è ancora parecchio da fare e che bisogna investire di più in sicurezza. Il fattore umano deve essere messo al primo posto, non in secondo pano rispetto al profitto e al denaro».
Leonardo Quadrelli della Fillea parla del lavoratore infortunato ieri: «Lo conosco bene so che è un cavatore esperto e che è sempre molto attento. Purtroppo a volte ci si dimentica quanto sia pericoloso questo mestiere. Io credo che sia il momento di rimetterci a un travolto e rimettere al primo posto la sicurezza: abbiamo già lavorato bene in questa direzione e sono convinto che possiamo farlo di nuovo. Mettendo la tutela dei lavoratori in primo piano, senza se e senza ma». —
A.V.
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