Il Tirreno

gli ambientalisti all’attacco 

«Cari sindaci e presidente del Parco, ecco cosa avreste dovuto fare»

«Cari sindaci e presidente del Parco, ecco cosa avreste dovuto fare»

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Massa. Il Cai, il Grig Gruppo intervento giuridico, Italia Nostra, La Pietra Vivente rispondono a quelli che definiscono i “partigiani del marmo”

A Roberto Pucci: «Caro sindaco, oltre ad aver defraudato il consiglio comunale della materia cave, hai riaperto per la misera cifra di 50.000 euro Valsora, Valsora Palazzolo, Filone Fondone. Quanto alle cave della Tambura, hai fatto una determina mal indirizzata in cui esemplarmente specificavi i motivi per cui andavano chiuse, ma la settimana dopo hai autorizzato il Padulello, pur avendolo trovato a scavare senza autorizzazione e non hai proceduto alla chiusura delle cave in Tambura attraverso il Piano Strutturale».

Ad Alessandro Volpi: «Caro sindaco, avevi la determina di Pucci, ma non l’hai portata in Giunta e in Consiglio. Avevi il Regolamento urbanistico e non l’hai usato». A loro avviso, inoltre, avrebbe provocato un presunto danno erariale «lasciando che dei parassiti vendessero la loro concessione e non caducando Rocchetta Capriolo»; e avrebbe provocato «danno ambientale facendo riattivare Rocchetta Caldia: le spore arrivano in 4 ore alle sorgenti del Cartaro».

Ad Alberto Putamorsi: «Caro Presidente del Parco, il tuo Consiglio Direttivo ha deliberato che si doveva aspettare il Pit per chiudere le cave della Tambura. Il Pit le ha previste in chiusura, ma il Parco se ne è dimenticato. Non nasconderti dietro il fatto che non si possono fare buchi per riaprire la Focolaccia… E’ stato fatto un buco abusivo senza autorizzazione del Comune e così è stata riaperta la Biagi, ma il Parco ha taciuto: si è scordato del Pit. Se non lo sai, te le diciamo noi: il buco c’è già, è nel Comune di Minucciano e da lì si parte per scavare sotto l’Aronte, forse da quella galleria che il Parco ha approvato pur essendo in Zps. Molte delle Pca del Parco rilasciate negli anni sono illegittime, come scrive l’Avvocatura, perché mancano dei pareri degli Enti Competenti: una mancata tutela. È stata modificata arbitrariamente la linea di confine del Parco (atto illegittimo perché non ratificato dal Consiglio Regionale) e ora chiedi pareri a giuristi per poter scavare in Zps ignorando la circolare Mibact al solo scopo di aprire le decine di cave promosse dai Pabe?».

Al sindaco di Minucciano dicono: «Grande assente e silente. Perché non chiude la cava Focolaccia? Ne ha il dovere: ha violato ancora una volta il piano estrattivo in presenza di Pabe; non ha rispettato più e più volte le prescrizioni per la tutela della buca carsica (violando gli art. 28 e 29 del Codice dell’Ambiente); ha avuto una “deroga politica” in violazione del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio (ma è possibile?) “per motivi socio economici”: quali? i 3-4 operai che per mesi non sono stati pagati? Qual è il reddito pro capite del suo Comune, proprietario al 51% della Migra? Quanto sborsiamo per il polo delle pietre ornamentali? Quanto ci è costata la ferrovia che va alla Kerakoll? La Focolaccia ha scavato senza autorizzazione. Teatro di almeno un incidente sul lavoro quando doveva essere chiusa: conosciuto solo perché l’operaio si è sentito male di notte; giustificato affermando che stava tagliando un blocco già estratto! La caduchi: se ne permette il passaggio ai soliti danarosi carrarini, rischia una denuncia alla Corte dei Conti. E vediamo se il Consiglio di Stato e l’Europa approveranno ancora la deroga per motivi “socio-economici” in violazione a leggi dello Stato e anche alla Costituzione».

E al sindaco Francesco Persiani: «”Bene tutta questa partecipazione ….adesso tutti possono dire la loro“. Non è cambiato nulla caro Sindaco illuminato: attendiamo ancora di vedere pubblicato sul sito del Comune tutto il materiale dei Pabe. Prima di lei, per lo meno, ci erano stati risparmiati certi componenti alla Commissione paesaggistica». —



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