Sicurezza
Alta tensione tra l’Istituto Castelli e il Comune sul Malaspina
Al momento la convenzione ha avuto solo una proroga Il presidente Lattanzi: abbiamo già rinunciato a due guide
Massa. Alta tensione tra l'Istituto Valorizzazione Castelli (Ivc in sigla) e il Comune di Massa. Ormai tra i due soggetti non sembra più scorrere buon sangue. Che da parte dell'amministrazione comunale ci fosse l'intenzione di interrompere il rapporto con l'ente, organo a partecipazione pubblica (il consiglio di amministrazione è formato da rappresentanti dei Comuni di Massa, Licciana Nardi, Pontremoli, Montignoso e della provincia di Massa Carrara), è cosa nota a chi frequenta i consigli comunali di Massa. In occasione di una delle ultime sedute, in risposta ad un'interpellanza del consigliere Stefano Alberti (Pd), la giunta aveva confermato di non essere soddisfatta dell'operato dell'ente, chiamato, a Massa, a gestire il Castello Malaspina. Da lì poco si è saputo del futuro del castello.
Allo scoccare della scadenza delle convenzione tra i due enti, il 31 dicembre, ci sarebbe stata una conversazione telefonica che si potrebbe riassumere con l'espressione "ridateci le chiavi del Castello Malaspina". A pronunciarla una funzionaria del Comune di Massa. «Il 31 dicembre ho risposto al Comune - spiega il presidente dell'istituto valorizzazione castelli, Corrado Lattanzi - che avremmo riconsegnato le chiavi, ma che il castello sarebbe rimasto chiuso». Quindi la proposta dell'Ivc di una proroga viene accolta subito dopo la festa di Capodanno. Anche se da subito i servizi offerti dal castello subiranno dei tagli. Con l'inizio dell'anno la gestione ha rinunciato alle due guide turistiche che accompagnavano i turisti nel castello, dando informazioni sulla sua storia. A rischio ora c'è anche il servizio di pulizia. E disagi potrebbero verificarsi anche in occasione di tutti gli eventi in programma nei prossimi mesi: matrimoni, laboratori didattici e manifestazioni varie. Il Comune di Massa avrebbe richiesto un preventivo all'istituto per coprire ancora per qualche mese il servizio di gestione dell'antica dimora dei Malaspina; palazzo civico ha richiesto all'ente solo di erogare servizi quali la custodia e la biglietteria del Castello. Di risposta l'Ivc ha preventivato anche le pulizie della struttura ma ad oggi la convenzione non è stata ancora prorogata e poco si conosce del futuro del Castello di Massa, un'attrattiva turistica importante per il settore turismo del Comune di Massa: solo nel 2018 ha registrato l'ingresso di 27mila visitatori. Un destino simile potrebbe toccare anche al Museo Guadagnucci a villa Rinchiostra e al rifugio antiaereo della Martana visto che il 31 dicembre sono scadute anche le convenzioni in essere con le associazioni che gestiscono i due spazi. Secondo Stefano Alberti le scelte della giunta sono stabilite in base ad «una pulizia politica senza badare alla qualità dei servizi resi, alla continuità dei servizi e soprattutto alle figure professionali e i lavoratori che hanno garantito questi servizi alla comunità». Per questo ha presentato una mozione per la tutela del lavoro (sottoscritta da Alternativa Civica, Volpi Sindaco, Pd, Uniti per la città e Articolo 1 Mdp) che impegna la giunta nell'applicazione della clausola sociale e nell'attivazione di un percorso di reimpiego per quei lavoratori e quelle lavoratrici vittime della mancata applicazione della clausola sociale. Di questo l'amministrazione comunale discuterà in consiglio, fissato per il 14 di gennaio. L'assessore alla cultura Veronica Ravagli conferma però la volontà della giunta di centrodestra di cambiare le carte in tavola rispetto alla gestione del Castello Malaspina: «La proroga si è resa necessaria per permettere l'apertura di un bando per la gestione del castello che copra una fascia oraria più ampia rispetto a quella offerta attualmente dall'Istituto valorizzazione Castelli. Per il Castello, ma anche per il museo Guadagnucci, abbiamo indirizzi diversi da concretizzare». —
Camilla Palagi
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