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I dubbi sui veleni della Farmoplant: «I fanghi tossici sono ancora lì?»
Una serie di interrogativi da parte di Andrea Figaia della Cisl sulla base di un'interrogazione parlamentare degli anni '90
MASSA. Si rifà a un’interpellanza parlamentare dell’onorevole Gianni Tamino, allora (siamo nel 1990) parlamentare del gruppo Democrazia Proletaria-Verdi, il segretario della Cisl Andrea Figaia per porre alcune questioni sullo smaltimento dei rifiuti tossici scomparsi prodotti dallo stabilimento Farmoplant in zona industriale. L’interrogativo principale che galleggia ancora è: quei rifiuti esistono ancora? E se sì, sono al sicuro?. «Citava l’interpellante - spiega Figaia riferendosi a Tamino- di ‘trasferimenti di rifiuti tossici e nocivi grazie a bolle di accompagnamento che li definivano ‘speciali’ o addirittura senza alcuna forma di specifica o autorizzazione’. ‘Questa consistente quantità di rifiuti pericolosi è scomparsa’. ‘1170 metri cubi di acque inquinate dagli impianti polivalente, 2269 metri cubi di acque dagli impianti ammine, 850 metri cubi di acque inquinate destinate ad incenerimento, 3500 fusti contenenti o inquinati da pesticidi, 1700 tonnellate di scorie solide, 3000 tonnellate di fanghi’». E ancora, sempre dall’interpellanza di Tamino: «Data ‘la scomparsa’ senza autorizzazioni o controllo dei rifiuti succitati, 'dove sono stati trasportati, quali provvedimenti si intendono adottare affinchè le procedure di bonifica siano efficaci e trasparenti’».
All’interpellanza rispose il ministro dell’ambiente Ruffolo. «Nella risposta il Ministro - riprende Figaia - si soffermava sul fatto che ‘nel corso di dieci anni all’interno dello stabilimento Farmoplant sono stati stoccati in una vasca di cemento denominata D1 internamente impermeabilizzata circa diecimila tonnellate di fanghi di caustificazione inorganica, provenienti dall’impianto di depurazione fumi dell'inceneritore Farmoplant. Tali operazioni di stoccaggio sono state condotte sino al 24 novembre 1988 (l'esplosione 'rogor' avvenne a luglio 1988). Le analisi effettuate nel corso dell'anno 1987 da tecnici dell'Usl n. 2 hanno consentito di classificare i fanghi come 'rifiuti speciali' costitutiti da solfato e fosfato tricalcico; è stata altresì, rilevata la presenza di metalli pesanti e pesticidi in concentrazioni inferiori ai limiti previsti per la classe dei rifiuti tossico nocivi. Quanto al trasporto di tali rifiuti al di fuori dello stabilimento Farmoplant, furono effettuati da aziende regolarmente autorizzate dalla Provincia».
Fa inoltre presente Figaia come fosse «allo studio, alla data della risposta del Ministro, la proposta di costituire una commissione di tecnici che doveva essere incaricata della supervisione del controllo delle operazioni di bonifica ed anche una Commissione di garanti composta da rappresentanti di organizzazioni ambientaliste».
Da questi fatti vengono alcune domande per Figaia ancora irrisolte. La più importante: «I rifiuti sono ancora lì?». E anche: «Le attuali operazioni di bonifica della falda ad opera di Regione Toscana – Sogesid hanno interessato quest'area ? Ci sono risultanze ? A valle ci sono sforamenti di falda significativi ? La vasca tiene ? Per quanto terrà ? I rifiuti saranno lasciati li?». —
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