Il Tirreno

gli ex sindaci 

«Le regole già ci sono e sono sufficienti Io le cave le ho chiuse»

Luca Signorini
«Le regole già ci sono e sono sufficienti Io le cave le ho chiuse»

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massa. «Volevo partecipare anche io e andare in piazza, pensavo che la manifestazione fosse a difesa del bivacco Aronte (a 1.700 metri di altezza sul monte Tambura, nella foto sopra, ndr), a suo tempo io le cave Aronte e Focolaccia le ho chiuse, e come tutti sanno sono un appassionato di montagna, sono un ex presidente del Club Alpino, e sull’Aronte ci ho passato un pezzo della mia gioventù». E invece Roberto Pucci, sindaco di Massa per tre mandati (dal 1993 al 2003 e dal 2008 al 2013), tra la folla di sabato pomeriggio in centro città non c’era.

«Perché non sono d’accordo sulla chiusura totale delle cave, come qualche slogan pretendeva, basti pensare che perderemmo 10.000 posti di lavoro nella nostra provincia, circa 4.000 diretti e il resto dell’indotto, lavoratori che salgono a 13.000 se guardiamo l’intero distretto lapideo, da Ortonovo a Seravezza». Ancora Pucci: «Le cose vanno fatte con criterio, senza stravolgere il tessuto produttivo. Quando ero in carica, il mio l’ho fatto. A Massa si estraggono 150.000 tonnellate di marmo, e le regole che c’erano imposte dalla Regione erano sufficienti per dare un limite all’estrazione. Certo, resto totalmente contrario all’apertura di nuove cave e alla modifica dell’aspetto geomorfologico delle Apuane. Come dice la legge regionale, l’escavazione deve essere controllata e non indiscriminata. E così è. Tra l’altro l’escavazione è anche limitata dal mercato stesso, visto che per esempio oggi è molto richiesta la pietra artificiale, negli Stati Uniti rappresenta il 50 per cento del venduto». Poi l’ex primo cittadino sul regolamento degli agri marmiferi in discussione: «Il problema vero è uno solo: ovvero che non viene indicato il quantitativo massimo estraibile per salvaguardare la montagna, e la presunta apertura di sette cave dismesse lo dimostra. Io le cave le avevo fatte chiudere».

Da un ex sindaco a un altro. Da Roberto Pucci ad Alessandro Volpi, che ha guidato la città dal 2013 al 2018, e oggi siede in consiglio comunale tra i banchi dell’opposizione. «Il mio giudizio sul corteo indetto dal Cai non può che essere positivo, c’erano tante anime diverse, in piazza è scesa la sensibilità di una città che spinge perché l’attenzione sia sempre alta sul tema del marmo. È chiaro che la riapertura di sette cave non è la strada giusta da seguire se si vuole tutelare il territorio. Il regolamento urbanistico approvato quando ero sindaco non permetteva l’attivazione di ulteriori bacini estrattivi. Mi auguro naturalmente che da parte del Comune ci sia un ripensamento in questo senso, altre cave non sono compatibili con le condizioni del nostro territorio».

Conclude Volpi: «Il corteo di ieri (sabato, ndr) con tantissima gente in strada, deve essere un segnale e un monito, l’attuale maggioranza e l’attuale sindaco non possono far finta di niente di fronte a questa folla. Noi ribadiremo i concetti già espressi in consiglio comunale durante la discussione sul regolamento degli agri marmiferi. Il dibattito verrà sviluppato in modo tale affinché certi temi vengano maggiormente approfonditi, è per questo che abbiamo ottenuto un rinvio sull’approvazione del testo». —

Luca Signorini

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