Il Tirreno

«L’Aronte è il simbolo della nostra protesta contro le istituzioni»

Luca Signorini
«L’Aronte è il simbolo della nostra protesta contro le istituzioni»

Il presidente del Cai Massa Sauro Quarelli: «Dobbiamo ragionare sulle condizioni del nostro territorio per salvaguardarlo dal rischio del dissesto idrogeologico» 

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massa. «Abbiamo preso un edificio che ha valore storico come il bivacco Aronte, a simbolo di questa manifestazione di protesta verso le strutture pubbliche, il Comune, la Regione, l’ente Parco, che non sono attente a quello che sta succedendo sulle Alpi Apuane». Lo dice il presidente del Cai Massa Sauro Quadrelli quando il corteo percorre via Fermi verso l’Aurelia. Continua: «C’è l’escavazione che interviene anche in galleria intercettando le sorgenti dell’acqua, e che mette in discussione la risorsa primaria che abbiamo sul territorio, e questa è una preoccupazione importante. Poi ci sono la questione ambientale, come viene scavato il marmo, la quantità di occupati. Noi crediamo che sia necessario ragionare sulle condizioni del nostro territorio, in questo modo salvaguardandolo dal rischio del dissesto idrogeologico: quanti occupati potremmo trovare se facessimo un piano organico in questo senso? Ci sono centinaia di frane sulle nostre montagne, è lì che dovremo intervenire. Certo è che l’autorizzazione per sette nuove cave la consideriamo inaccettabile».

Insieme al Cai della Toscana - che vendeva magliette con raffigurato l’Aronte e la scritta “Amiamo le Apuane” - c’erano Italia Nostra e altre associazioni ambientaliste come Legambiente, i giovani della Casa Rossa, il Partito comunista, Rifondazione comunista, Sinistra Anticapitalista, l’associazione Trentuno Settembre, la Cgil, la Camera del Lavoro, il comitato di cittadini che combatte contro la discarica dell’ex Cava Fornace a Montignoso, le associazioni dei consumatori, i comitati anti Gaia. Singoli cittadini, anche da fuori provincia e da fuori regione. E c’era Nando Sanguinetti dell’Anpi. Un movimento di persone che da anni affronta temi come territorio, ambiente e salute.

Quanto ai partiti, si sono visti in piazza Luana Mencarelli e Paolo Menchini del Movimento 5 Stelle, Roberta Dei del gruppo misto (iscritta a Forza Italia), Elena Mosti (lista civica Volpi Sindaco), Dina Dell’Ertole di Alternativa Civica, Stefano Alberti e Gabriele Carioli del Pd. E proprio il Pd scrive: “Ambiente, lavoro, sicurezza: su queste tre colonne si basa da sempre l'azione del Partito Democratico sul tema dell’escavazione del marmo. Questa amministrazione vuole aprire 7 nuove cave che non solo non hanno alcuna reale ricaduta economica e occupazionale, ma al contrario si profilano come un danno inutile a questo territorio. Il Pd sarà in prima fila contro chi tenta una riapertura contro la città”. Poi l’intervento di Fratelli d’Italia: “La sinistra che oggi si fa paladina dell'ambiente è la stessa sinistra che in questi anni ha permesso che il nostro territorio venisse devastato da una escavazione del marmo non regolamentata. Era un’estrazione del marmo senza regole, con il centro destra, per la prima volta, attraverso il regolamento degli Agri marmiferi, verranno stabilite regole e anche sanzioni, a tutela delle nostre montagne. Non accettiamo lezioni dalla sinistra che ci ha governato per tanti anni violentando il nostro territorio”. —

Luca Signorini

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