Gioco
Braccia giovani per l’agricoltura: 20 nuove aziende aperte da under 40
Un segnale di speranza per la Lunigiana, ma per olio e miele è stato un anno nero. Intanto la Cia lancia nuovi bandi
AULLA. In Lunigiana ci sono ben 20 aziende agricole in più portate avanti da under 40. Il fatto che sempre più giovani tornino a lavorare la terra è sicuramente un bel segnale di speranza per la Lunigiana, che è mai stata troppo fortunata dal punto di vista occupazionale. Ed è sui giovani che ha deciso di scommettere la Confederazione Italiana Agricoltori (Cia), che lancia per il 2020 dei bandi ad hoc dedicati a chi ha meno di 40 anni e vuole fare impresa in agricoltura.
«Siamo contenti di come è andato il 2019 – spiega Luca Maria Simoncini, vice presidente vicario Cia Toscana Nord –, le nostre aziende sono aumentate, gli uffici di patronato stanno andando bene, abbiamo portato avanti molte iniziative, come la mappa con tutti i nostri agriturismi, il Premio Pontremoli, mercati con i produttori e diversi eventi sui castelli, con l’obiettivo di farli diventare patrimonio dell’Unesco. Nell’associazione stessa c’è stato un rinnovamento e apertura verso i giovani».
Il panorama, però, è fatto anche di ombre. Se la vivacità imprenditoriale dei più giovani è un benefico dato di fatto, altrettanta soddisfazione non c’è sul versante della produzione: «Il 2019 è stato un anno difficile – commenta Alberto Focacci, direttore Cia Toscana Nord – un settore importante come l'olio ha avuto un tracollo, e le aziende agricole che avevano quello come unica produzione si trovano praticamente senza reddito. E anche il miele ha subito grosse perdite. La Lunigiana è un territorio fragile, dagli equilibri instabili, basta un’annata negativa per mettere in difficoltà le aziende. La politica deve fare attenzione, è difficile fare agricoltura qui. Nel nuovo anno, comunque, ci saranno iniziative dedicate alle aree interne, che avranno come obiettivo quello di promuovere la qualità della vita nelle aree più difficili. Noi vigileremo sull’attuazione delle misure» aggiunge Focacci, secondo il quale è importante partecipare ai bandi.
«Ce ne sono tre in particolare – rimarca il vice direttore Maurizio Veroni –: uno sulla tutela del territorio, una misura sulle foreste e il pacchetto giovani, che garantisce aiuti su più fronti. Partecipando ai bandi si possono ottenere contributi per realizzare muretti a secco, per il ripristino idrogeologico, per la valorizzazione del bosco, per le strade forestali, per le piste tagliafuoco, per il pascolo. Quanto ai giovani, c’è un investimento regionale di 18 milioni di euro e possono accedere al bando imprese che si sono costituite negli ultimi 2 anni, con limite di età fissato a 40 anni. Le imprese che potrebbero essere coinvolte in Lunigiana sono una ventina ed è importante avere un progetto. I nostri uffici di Pontremoli e Aulla sono a disposizione per offrire tutte le informazioni». Ed è nella sede della Cia di Pontremoli che verranno presentati pubblicamente i bandi il prossimo giovedì, dalle 9.
Tra i nuovi giovani imprenditori figurano Daniela Tomè, titolare dell’azienda “Il Lombardello” ad Aulla; Simone Lazzini, che si occupa di olio a Fosdinovo; Francesca Quattroccolo, che produce miele e zafferano a Mulazzo; Ilenia Pelosi col suo agriturismo “Il falco” a Pontremoli. E poi Oriola Hirt, in rappresentanza di “Donne in campo”, titolare di un’azienda che alleva e vende lumache.
«Da alcuni anni – conclude Vittorio Marcelli, responsabile Cia Massa Carrara – stiamo ragionando sulla questione del reddito. Fare agricoltura significa anche trasmettere ai giovani pratiche agricole e tradizioni che non conoscono. La Cia dovrebbe entrare all'interno del movimento ambientale degli ultimi tempi, portando una novità, l’agricoltura estensiva. Servirebbe poi un reddito di ‘resilienza’, a beneficio di chi vive ancora nei piccoli paesi di montagna e magari fa agricoltura». —
Gianluca Uberti
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