Sicurezza
Lavoratore cade in cava e si rompe bacino e vertebre
È successo ieri mattina alle 11 alla cava 39, nella galleria Fossa degli Angeli L’uomo non è un dipendente della cooperativa ma un lavoratore autonomo
Il primo incidente in cava arriva al terzo giorno del nuovo anno: un lavoratore di 51 anni, Marco Angelo Pasquali, ha fatto un brutto volo mentre lavorava in galleria alla Fossa degli Angeli, quasi due metri secondo gli operatori del pronto soccorso, rompendosi il bacino e procurandosi diverse lesioni alle vertebre lombari. Il dipartimento di Prevenzione Igiene e Sicurezza nei Luoghi di Lavoro, diretto dall’ingegnere Maura Pellegri, è al lavoro per ricostruire la dinamica dell’incidente che non appare ancora particolarmente chiara.
Siamo a Torano, nella cava numero 39. L’allarme ai mezzi del pronto soccorso arriva alle 11 di mattina e subito serpeggia preoccupazione. Una chiamata dal servizio alle cave mette sempre i brividi.
Le prime informazioni che arrivano però sono parzialmente rassicuranti. Si tratta di un uomo sulla cinquantina - dicono alle trasmittenti - che stava lavorando. Non è chiaro se sia un cavatore o qualcuno che stava seguendo i lavoratori. Ma la notizia rassicurante è che è vivo e cosciente: niente traumi alla testa, niente schiacciamenti. È caduto dall’alto. Questo è tutto quello che si sa.
Ed è anche tutto quello che si riuscirà a ricostruire nel corso della giornata. Di sicuro c’è che l’uomo non è un dipendente della cooperativa che scava in galleria, là dove il passaggio si fa più stretto. È registrato come se ditta individuale, è un lavoratore autonomo. Ma dal Dipartimento dell’Asl non sono in grado di fornire informazioni più dettagliate circa le sue mansioni all’interno della cava dove stava lavorando al momento dell’incidente.
L’ipotesi più probabile è che l’uomo sia caduto, forse da un blocco, durante alcune manovre. Scivolando avrebbe perso l’equilibrio finendo nel vuoto. Non una caduta da poco.
L’uomo potrebbe non avere avuto nemmeno il tempo di aggrapparsi a qualcosa quando sotto i suoi piedi ha trovato soltanto l’aria. Un riflesso a fendere il vuoto e poi giù tutto di filato.
I colleghi in cava lo hanno visto già a terra, gemente. Il dolore è tanto e l’uomo ha difficoltà nel muoversi. È l’impatto con il terreno che gli ha tolto il fiato: non ha battuto la testa, ma ha un trauma al bacino e alle costole. Ogni respiro costa fatica.
Subito si attivano i mezzi, c’è però la rassicurazione: il paziente è cosciente, risponde ed è lucido. Le ferite riportate fanno desistere dall’intenzione di chiamare il servizio di elisoccorso, come da decisione del medico arrivato con l’ambulanza in cava.
Per chiarire che cosa sia successo bisognerà attendere la versione del lavoratore, attualmente ricoverato nel reparto di Ortopedia al Nuovo Ospedale Apuane.
La prognosi non è riservata anche se il paziente dovrebbe averne per almeno un mese visto l’importanza dei traumi riportati.
Rimane da chiarire quale fosse il suo ruolo in cava. Che cosa stesse facendo al momento della caduta, se si trovasse nel posto “giusto” secondo gli standard di sicurezza. E che mansioni aveva come lavoratore autonomo. Tutte domande alle quali risponderà lui stesso agli ispettori del dipartimento igiene e lavoro. —
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