Il Tirreno

La protesta di Confartigianato 

«La cattiva burocrazia ostacola e frena le nostre imprese»

«La cattiva burocrazia ostacola e frena le nostre imprese»

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Massa-Carrara. «Nonostante i tanti passi in avanti fatti in questi anni per rendere più fluido ed efficiente il lavoro delle pubbliche amministrazioni, c’è ancora una “cattiva” burocrazia che rappresenta un serio ostacolo alle imprese e allo sviluppo del paese, appesantendo i costi a carico di tutto il sistema economico pubblico e privato italiano». Lo sostiene la direzione di Confartigianato Massa-Carrara, l’associazione presiduta da Sergio Chericoni, prendendo spunto da un recente report elaborato dal centro studi di Confartigianato che mette in luce un dato su tutti: il costo annuo sostenuto dalle aziende per la gestione dei rapporti con la pubblica amministrazione ammonta a 57 miliardi di euro, pari a 3 punti di Pil (Prodotto interno lordo). «Spesa che costituisce un freno allo sviluppo, agli investimenti ed all’occupazione, penalizzando soprattutto le piccole e medie imprese – rincara la Confartigianato apuana -. Certo, oggi molti settori del nostro pubblico impiego rappresentano un’eccellenza, come, ad esempio, il servizio sanitario presente in molte regioni, il livello di insegnamento e di professionalità riscontrabile in molte scuole superiori ed Università. Tuttavia il grado di fiducia e di soddisfazione nei confronti della pubblica amministrazione è tra i più bassi di tutta Europa. Emerge con chiarezza dal report del Centro studi. E’ inoltre evidente che, nonostante l’impegno profuso in questi ultimi anni, la nostra pubblica amministrazione continua a registrare un esorbitante debito commerciale nei confronti dei propri fornitori con tempi di pagamento spesso irragionevoli, che negano al piccolo imprenditore la liquidità per fronteggiare i pagamenti correnti. Questa situazione, associandosi alla contrazione degli impieghi bancari nei confronti delle imprese avvenuto in questi ultimi anni, ha peggiorato la tenuta finanziaria di moltissime piccole e medie imprese». Aziende, si fa notare, che fanno fatica ad andare avanti messe in affanno proprio dalle ‘lungaggini’ dello Stato che dovrebbe invece agevolare e incentivare l’economia di piccola e grande scala: «Un paradosso inammissibile – conclude Confartigianato -. Invitiamo dunque i parlamentari della nostra circoscrizione a fare massa critica con altri loro colleghi affinché sia posta in essere una razionalizzazione della spesa pubblica e venga garantita una maggior puntualità nel pagamento per i servizi resi o per la fornitura di beni effettuata. Solo un intervento immediato in tal senso potrà evitare il ripetersi di situazioni incresciose e dannose che fanno venir meno la fiducia nello Stato e fanno passare la voglia di fare impresa». —

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