Sicurezza
In piazza a Massa per le Apuane e in difesa del Bivacco Aronte
A fianco degli ambientalisti vari partiti di sinistra e Italia Nostra La Cgil: «Chiesto un tavolo, senza risposta». E la Leverotti solleva un altro caso
Massa. Sabato 4 gennaio è in programma la manifestazione organizzata dal Cai in difesa delle Apuane e del bivacco Aronte. Tante le adesioni alla protesta che, alle 16, inizierà da piazza De Gasperi, al tribunale, per poi attraversare il centro. Presente il circolo provinciale di Sinistra Anticapitalista: "Fonte dell'attuale grave situazione di dissesto sono non solo le regolamentazioni comunali e l'ingordigia degli imprenditori. La legislazione regionale attualmente vigente consente, particolarmente nei Comuni di Massa e di Carrara, di perpetuare e aggravare per decenni l'attuale stato delle cose. Queste norme devono essere sostanzialmente modificate". Il Partito Comunista di Massa-Carrara: "Il regolamento così com'è stato presentato al consiglio comunale del 23 dicembre, appare mal fatto, pieno di omissioni, violazioni degli statuti comunali, indifferenza verso le problematiche ambientali oltre a poche certezze in materia di occupazione e sicurezza. Chiediamo che l'amministrazione ritiri l'atto e dia vita ad un percorso partecipato e trasparente: limitare l'escavazione non deve comportare perdita di posti di lavoro, crediamo sia necessario creare le condizioni per favorire l'occupazione presso rifugi e aree montane nel settore turistico/culturale". Rifondazione Comunista della Toscana rilancia: "Proprio perché non si deve contrapporre lavoro ad ambiente sarebbe necessario non proseguire con l’incremento dell’escavazione indiscriminata, ma affrontare i nodi alla radice cioè le questioni di un’escavazione sostenibile, della ripresa della produzione in loco, del valore anche economico e turistico di un’area unica al mondo".. Anche l'associazione Italia Nostra scende in piazza: "L’integra bellezza di questa catena montuosa richiede tutta la nostra perseveranza e forza nel continuare a sostenerne la sua tutela a livello nazionale e regionale". Presente anche l'associazione culturale politica Trentuno Settembre: "Questo è un appello alla cittadinanza perché si scuota dal torpore di anni e anni di rassegnazione. La devastazione ambientale è sotto gli occhi di tutti, l'impoverimento delle tasche comuni anche”. E il sindacatounaltracosa-opposizioneCgil di Massa-Carrara sarà in piazza “per fermare l'apertura di sette nuove cave nel Comune di Massa e per disciplinare e ridimensionare l'escavazione sulle Alpi Apuane. Le condizioni in cui versano il passo della Focolaccia e il rifugio Aronte sono simboliche e incontestabili testimonianze della voracità di questa attività”. “Come lavoratori - si aggiunge - non accettiamo che il ricatto occupazionale giustifichi lo scempio ambientale di cui tutti siamo testimoni ”.
La Camera del Lavoro di Massa-Carrara sarà presentem anche «a difesa del bivacco Aronte, il più antico rifugio CAI delle Apuane». E aggiunge, la Cgil: «Crediamo che decisioni importanti, che rischiano di compromettere l'esistenza di luoghi storici che fanno parte del patrimonio culturale di cittadine e cittadini apuani, debbano essere prese con il coinvolgimento diretto di tutti i soggetti sociali interessati. Da tempo chiediamo all'Amministrazione Comunale di Massa di attivare un tavolo di confronto sul mondo cave con le organizzazioni sindacali, senza alcuna risposta. La Camera del Lavoro ribadisce il proprio impegno attivo a difesa della sostenibilità ambientale e sociale legata al mondo dell'estrazione».
E infanto, Franca Leverotti a nome anche di La Pietra Vivente, Cai, Grig presidio Apuane, Italia Nostra, in una nota parta di un altro fronte, ovvero l’autorizzazione «di cava Breccia Capraia, autorizzazione all'escavazione in variante con approvazione del piano di coltivazione della Cava M52 in località Madielle»; la Leverotti sostiene che «la cava era stata autorizzata con Provvedimento Dirigenziale n. 185 del 19/04/2018, a seguito di istanza presentata dalla Società Gmc spa, alla sola proroga temporale di anni due dell’autorizzazione all’escavazione per i lavori di coltivazione della cava, con scadenza il 19/04/2020. Puntualizzo che non c’è stata nessuna verifica su quanto avevano scavato: dunque autorizzazione sulla “fiducia”». Secondo la Leverotti, «La proroga alle autorizzazioni, che può essere rilasciata solo per terminare i progetti approvati, non prevede il ricorso a varianti. L’autorizzazione perciò appare in palese violazione della Legge regionale 35 2015, art 20, c.4: "Il provvedimento di autorizzazione può essere prorogato dal comune una sola volta e per una durata massima di tre anni al solo fine di completare i lavori già autorizzati». Da qui la richiesta di «sospendere/revocare il provvedimento autorizzato». —
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