Lutto
Francesca Nicoli: «A Carrara di sicuro c’era un consolato del Portogallo»
Quando il Prof. Comm. Carlo Nicoli Y Manfredi realizzò uno straordinario monumento a Salvador de Bahia
Carrara. Francesca Nicoli, degli storici Studi d’Arte, interviene dopo quanto sostenuto da Pietro Giorgieri, n merito alla presenza di un consolato a Carrara a fine Ottocento: «Si ricorda - scrive - che sicuramente all’epoca c’era più di un consolato in città. E segnatamente, allo scadere del secolo un mio antenato, il Prof. Comm. Carlo Nicoli Y Manfredi era già stato insignito del titolo di “Vice-Consul da Nazao Poturgueza em Carrara”, a causa della sua attività artistica portata avanti ai massimi livelli in campo internazionale, dalle Filippine a Capo di Buona Speranza passando per il Messico e il Sian. Per la celebrazione dell’indipendenza del Brasile il valente scultore aveva concepito un monumento misto marmo e bronzo alto trenta metri, al centro del Campo Grande, nella città di Salvador de Bahia, ove il popolo brasiliano era esaltato nella sua bellezza e nella sua cultura, la religione eclettica bahiana con forti ascendenze animistiche e africane. Il titolo ereditario era passato al figlio, prof. Gino Nicoli che - ricostruisce la Nicoli - fu dunque a sua volta Pro Console del Portogallo a Carrara ma i rapporti diplomatici si interruppero definitivamente nel 1931 allo scoppio della guerra civile di Spagna, quando, a seguito del pronunciamento del Generale Francisco Franco, la famiglia reale aveva trovato rifugio in Inghilterrra presso Kensington Palace. Un simile destino doveva capitare in quegli anni drammatici al Portogallo, ma anche alla Grecia dei colonnelli e all’Italia di Mussolini. Quel che resta degli archivi proconsolari è tuttora conservato nel palazzo di Carlo Nicoli adiacente ai laboratori diventati nei secoli un polo di attrazione per artisti da tutto il mondo. Il padre di Carlo, Tito Nicoli aveva allacciato fecondi rapporti di collaborazione con i reali spagnoli, sin dai tempi di don Ferdinando IV Il Saggio, e le occasioni di lavoro furono tali che una sede distaccata del laboratorio Nicoli risulta attiva a Madrid nel 1835. Fra i tanti gessi donati, nei locali di Scultura dell’Accademia di Carrara si può ammirare il gesso de “L’angelo custode dell’Innocenza”, il marmo del Nicoli che in mostra a Londra nel 1870 aveva letteralmente fatto innamorare il re Alfonso XII. Il re lo volle immediatamente a corte e gli aprì i mercati delle Americhe». —
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