Il dolore
Roberto Frediani, il marinaio e cuoco che Agnelli volle con sé
Marina di Carrara, inizialmente rifiutò la proposta dell’Avvocato per rimanere a bordo del Gialesa della famiglia Feltrinelli
Carrara. Lutto nel mondo della marineria: è deceduto a Sarzana dove abitava assieme alla moglie Anna, il marinello Roberto Frediani. Le esequie sono state celebrate a Sarzana nei giorni scorsi, per volontà della famiglia ne scriviamo ad alcuni giorni di distanza.. Roberto era uno dei numerosi marinai che, orgoglio di una Marina di Carrara che ormai va scomparendo, equipaggiavano i prestigiosi yachts di personaggi celebri in tutta Europa ed oltre.
Nato nel ’38, iniziò la carriera a fine anni ’50 con l’imbarco a bordo del Gialesa, barca armata a Ketch della famiglia Feltrinelli e comandata da “Zigalin” Gigi Biggi. Con il ruolo di marinaio cuoco ebbe, poco dopo, la proposta dell’avvocato Gianni Agnelli di passare con lui. Roberto rifiutò dicendo che non aveva alcun motivo di lasciare un posto dove si trovava a suo agio. Ma oramai era entrato nel mirino di chi, Juventus docet, sapeva scegliere gli uomini giusti. Con il tempo passò a bordo dell’Alvee di Borletti ed infine sull’Agneta del dottor Umberto Agnelli. Quando quest’ultimo lasciò la barca, l’Avvocato non se lo fece sfuggire e disse: “Roberto viene con me!”. Allorchè lo ebbe, glielo fece notare: “Hai visto che alla fine sei arrivato?”.
Da quel giorno iniziò, con l’avvocato Gianni, un sodalizio che andava ben al di là del semplice rapporto marinaio armatore, ma sconfinava nell’affettuosa amicizia. “Non rovinatemi Roberto!”: sentenziò un giorno Agnelli quando seppe che qualcuno aveva proposto il cuoco per un corso di alta cucina.
Andavano a comprare il pesce e l’Avvocato lo passava al cuoco chiedendogli: “Questo come lo cucini?”. Roberto sorrideva, sviava il discorso e non rispondeva tenendolo sulla corda.
Frediani, come altri a bordo, aveva la passione per la caccia ed un anno, all’apertura, chiese ad Agnelli il permesso di assentarsi; ma non rispose alla richiesta, facendo capire il proprio diniego. Dopo qualche giorno arrivò l’elicottero con il Patron a bordo. Appena atterrato aprì il portello, si rivolse a Roberto e, ancor prima di scendere, “arrotando” la famosa erre moscia, disse: “Roberto hai visto? Ti ho salvato la vita!”: come purtroppo spesso accade all’apertura, alcuni cacciatori si erano sparati addosso ferendosi od uccidendosi.
Roberto Frediani lascia la moglie Anna Casale sposata nel ‘67 e i due figli: Roberta, direttrice di un Hotel ad Arcore e Luca padre di una bimba e chef in un ristorante di alta classe ad Oslo.
Marina si impoverisce di un altro di quei marinai di cui andava fiera e rinomata nel mondo, la famiglia si priva di un padre buono ed affettuoso e gli amici restano senza un uomo leale e sincero. —
Paolo Cucurnia
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