Il Tirreno

in vista del corteo del 4 gennaio 

Il collettivo Athamanta all’attacco di Omya «Polvere è distruzione»

2 MINUTI DI LETTURA





carrara. «La distruzione non è arte, è solo polvere». Maschere della Casa di Carta calate sui volti e un messaggio chiaro, in continuità con la “censura” al David di cava Gioia: dietro all’estrazione del marmo non c’è arte o distribuzione, ma profitto per pochi. E stavolta nel mirino c’è l’industria, non la promozione turistica. Il collettivo ambientalista Athamanta compare di fronte al colosso svizzero Omya.

«Negli ultimi 30 anni è stata asportata una quantità di montagna superiore a quella escavata nei 2000 anni di storia precedenti, con un ritmo incessante, circa 5 milioni di tonnellate l’anno, una quantità equivalente al volume di 57 torri di Pisa. Dove finiscono le Apuane?», si chiedono gli attivisti. «L’80% del marmo estratto finisce nel profittevole circuito del carbonato di calcio, contribuendo alle industrie di beni di consumo come dentifrici, cosmetici, sbiancanti di vario genere, creme di bellezza, ma anche di carta, colla, plastiche e materiali isolanti, nonché nell’industria alimentare».

Il discorso si sposta poi sui regolamenti, pensati per un’epoca diversa e per Athamanta inadeguati visto il modello produttivo attuale. «Una di queste, la più nota sul territorio, è Omya che fa profitto per pochi a spese di tutti. La normativa che regola l’estrazione definisce il quantitativo minimo di blocchi: non si può estrarre meno del 25% di marmo in blocco; una normativa elaborata e legata ad un altro tempo, al tempo dell’estrazione con la dinamite. Oggi neppure questo assurdo regolamento viene messo in discussione, al netto delle moderne tecnologie dei macchinari per il taglio. Invece, ad esempio, il comune di Massa, propone di portare fino al 90% il marmo scavabile in detriti: una manovra che incrementa nuovamente il mercato del carbonato di calcio. Un’attività che non trova scusanti nella retorica della creazione d lavoro: infatti 38 lavoratori di Omya sono stati licenziati nel 2014, a fronte invece dell’ampliamento dell’impianto ottenuto recentemente. Questa è l’ennesima dimostrazione che il mito delle cave e del marmo come fonte di reddito di un’intera provincia non è altro che una grave menzogna. Non è vero che non ci sono alternative, non è vero che la storia non si può cambiare», dicono dal collettivo, nato come progetto d’inchiesta e informazione con cui collaborano Friday For Future Carrara e Casa Rossa.

E concludono: «Per questo siamo qui, per raccontare di chi, in giacca e cravatta e con le mani pulite, assassina un territorio. Questo è quello che per più dell’80% esce dai nostri monti: soltanto polvere». —



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web