Il dolore
Qualcosa di simile si trova nell’altare di Ratchis
Montignoso. Gli occhi a palla, la forma triangolare dei visi, le espressioni della bocca imbronciate, in un eccesso di sfrontatezza si potrebbe parlare anche di Longobardi. Qualcosa di molto simile lo possiamo vedere nell’Altare di Ratchis (nipote del re Liutprando, fu nominato nel 737 duca del Friuli, nel 744, probabilmente a seguito di una congiura di palazzo, venne nominato re succedendo così a Liutprando). L'altare di Ratchis è una delle più importanti opere longobarde del periodo ed è conservato nel museo cristiano di Cividale del Friuli. Anche sulla lamina di Re Agilulfo i visi del re e dei guerrieri che lo scortano presentano caratteristiche molto simili (Agilulfo fu il secondo marito di Teodolinda e re dei Longobardi dal 591 al 616). La lamina, prodotto dell’oreficeria longobarda, rappresenta il suo trionfo ed è conservata al museo del Bargello.
Ma c’è anche un’altra ragione che per noi montignosini sicuramente riveste notevole importanza, infatti, a dirla tutta, a poco più di 100 metri in linea d’aria dal podere, verso sud…
Spicca sul colle solitario austero / a ricordare secoli di storia, / meglio sarebbe dire la sua gloria, /di Agylulfo il vecchio maniero (Marcello Podestà). —
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