Il Tirreno

la segnalazione 

«Più crociere ma anche un’aria peggiore»

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Carrara. «Il fatto che il trasporto marittimo contribuisca in modo molto significativo all’inquinamento atmosferico è ormai un dato acquisito. Qui a Carrara, però, il problema, sia dalle forze politiche di maggioranza che da quelle di opposizione, non sembra essere trattato con l’attenzione e la serietà che merita»: lo scrive Giuseppe Chiappuella, chimico industriale. E aggiunge: «Anzi, l’ex sindaco socialista Angelo Zubbani, nella lettera in cui ha elencato i successi che, a suo dire, avrebbero caratterizzato i dieci anni della sua amministrazione, si è pure vantato per il fatto di essere stato lui a pianificare, insieme all’Autorità portuale, “il percorso crocieristico che nel 2021 vedrà lo sviluppo con le grandi navi” (che triplicheranno la loro presenza nel nostro porto), dimenticandosi che questo tipo di imbarcazioni costituiscono la principale fonte di inquinamento dell’aria nelle zone costiere e nelle città portuali. Tutto ciò avviene proprio quando l’Organizzazione marittima internazionale (Imo) ha adottato il limite dello 0,5% di zolfo per il carburante utilizzato nel trasporto marittimo. Questo limite, però, che entrerà in vigore il 1° gennaio 2020, risulta molte volte superiore a quello in vigore per i combustibili utilizzati sulla terra. Di conseguenza le navi continueranno a costituire una delle principali fonti di inquinamento dell’aria. L’area del Mediterraneo, in particolare, caratterizzata da gran parte del trasporto navale europeo, risulta già colpita assai duramente dalle emissioni marittime da particolato, black carbon, ossidi di azoto e di zolfo. A tal proposito, la rete di Ong ambientaliste europee chiede da tempo di istituire nel Mediterraneo un’area di controllo delle emissioni navali di ossidi di azoto e di zolfo, esattamente come quella per il controllo delle emissioni di zolfo istituita nel Nord e nel Mar Baltico, grazie alla quale la qualità dell’aria in questa zona è notevolmente migliorata. Le valutazioni di impatto commissionate da Francia e Commissione Ue riguardo l’istituzione nel Mediterraneo di un’area di controllo di questo tipo dimostrano chiaramente che essa avrebbe un beneficio doppio sul risparmio socio-economico e sulla prevenzione delle morti premature, evitando fino a 6.200 decessi prematuri ogni anno e consentendo di risparmiare da 8 a 14 miliardi di euro di costi sanitari in tutte le economie costiere», conclude. —



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