Sicurezza
Il Cai dopo anni in piazza per le Apuane: "No ai provvedimenti Persiani"
L’associazione sfila in città: prima manifestazione dopo anni. «Vogliamo sensibilizzare Parco e Regione, sono in corso disastri senza rimedio»
MASSA. Era da molti anni che il Cai di Massa non decideva di scendere in piazza per salvare le Apuane, assieme a tutte le sue sezioni regionali, portando un messaggio anche dal presidente nazionale, con l’appoggio delle associazioni del territorio, non solo quelle ambientaliste, centinaia di cittadini e i giovani che hanno fondato il movimento provinciale “Friday for future”.
Sarà la prima grande manifestazione per dire “no” agli ultimi provvedimenti dell’amministrazione comunale di Massa in materia di escavazione ed è tutto pronto per il corteo che partirà da piazza De Gasperi, si snoderà per le strade del centro storico di Massa e arriverà sotto palazzo comunale, per “sfidare” il sindaco Francesco Persiani e consegnare le prime 500 firme della petizione contraria alla riapertura di sette cave silenti.
Ieri mattina il presidente del Cai di Massa, Sandro Quadrelli, con alcuni soci, ha definito i dettagli della manifestazione di sabato 4 gennaio: «Credo che saremo in tantissimi- dichiara- Abbiamo mobilitato tutte le sezioni regionali e molti arriveranno anche da fuori Toscana. Siamo convinti che le ultime mosse dell’amministrazione comunale danneggeranno il nostro territorio in maniera irreversibile; non esiste una escavazione sostenibile; le Apuane saranno aggredite e verranno intaccate le vie dell’acqua che passano attraverso le nostre montagne. Sarà una manifestazione pacifica come il popolo che ci rappresenta. Non vogliamo creare tensioni né allarmismi. Ma la città deve sapere cosa sta accadendo».
Ad accompagnare la manifestazione, come detto, c’è inoltre una petizione, che ha raggiunto già 500 firme, che Italia Nostra consegnerà al sindaco con la richiesta di non aumentare le cave attive del territorio comunale. E la raccolta non si è ancora fermata e andrà avanti nei prossimi giorni.
La notizia della riapertura di alcune cave dismesse, sette per essere precisi quelle già certe, ma in totale 18 quelle che potrebbero diventare di nuovo produttive, è stata data dal sindaco di Massa Francesco Persiani lo scorso novembre, durante l’illustrazione dello sviluppo dei piani attuativi dei bacini estrattivi che disciplineranno il profilo paesaggistico delle attività estrattive esistenti a Massa.
La battaglia, ha ricordato infine il Cai, coinvolge anche lo storico bivacco Aronte, a 1.600 metri di altezza sul Monte Tambura, il rifugio più antico delle Apuane (1902) che, allo scopo di favorire la riapertura della cava al passo della Focolaccia, è stato inserito in classe acustica industriale.
«Vogliamo sensibilizzare tutti- conclude Quadrelli- anche il Parco delle Apuane e la Regione. Vorremmo che la politica capisse che la distruzione delle nostre montagne porterà inevitabilmente distruzione a valle. Tutto ciò che facciamo ai monti ce lo ritroviamo al mare. E sono disastri a cui non si pone rimedio. Danni che non potranno essere riparati». —
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